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notizie

Covid, in arrivo una pillola
capace di bloccare il virus?

Mentre proseguono in tutto il mondo studi scientifici, trial clinici e sperimentazioni per mettere a punto vaccini sempre più mirati e farmaci utili a curare il Covid 19, un nuovo antivirale in pastiglia in grado di bloccare l’infezione fin dalla fase iniziale sta diventando sempre più una [...]Leggi tutto »

Ecco la memoria “misteriosa”
che aiuta a ricordare il Covid

Esiste una memoria degli anticorpi che il sistema immunitario produce dopo l’"incontro" con il virus SARS-CoV-2 (responsabile della malattia Covid 19), o dopo l’inoculazione del vaccino, anche quando gli anticorpi stessi sono assenti o il loro numero è molto scarso? Sin dalle prime fasi della [...]Leggi tutto »

“Long Covid”: origine forse
autoimmune, attivata dal virus

Fin dai primi mesi della pandemia, in tutto il mondo sono state segnalate (rare) reazioni di tipo autoimmune associate o conseguenti al Covid 19. Pazienti con forme cliniche più o meno gravi di infezione hanno sviluppato malattie quali il lupus o la mielite trasversa, e l’ipotesi autoimmune è [...]Leggi tutto »

In aumento le ricerche false
ma anche i modi per scoprirle

Funziona ancora il sistema di autocontrollo delle riviste scientifiche internazionali, basato su una fitta serie di verifiche incrociate e indipendenti, che per alcuni decenni ha garantito una buona qualità (e affidabilità) dei lavori pubblicati, sia pure con alcune eccezioni? Il dubbio, anzi il [...]Leggi tutto »

Dubbi sul vaccino alle persone immunodepresse, sì ai familiari

Come reagiscono alla vaccinazione anti-Covid le persone immunodepresse? La domanda è importante e riguarda milioni di persone nel mondo con un’immunodeficienza congenita, o con certe malattie autoimmuni, o, ancora, persone che hanno ricevuto un trapianto; infine, i pazienti sottoposti ad alcuni [...]Leggi tutto »

E adesso comincia la caccia
alla proteina N del coronavirus

Nel coronavirus SARS-CoV-2, responsabile della malattia Covid-19, la proteina Spike (o S), contro cui sono diretti tutti i vaccini fin qui approvati e la maggior parte di quelli allo studio, non è l’unica su cui si focalizza l’attenzione dei biologi e dei genetisti, anzi (la proteina Spike, lo [...]Leggi tutto »

«Verosimile che ogni anno
il vaccino vada ricalibrato»

La partita è a due: noi e il virus. Lo scopo non è quello di vincere la battaglia perché SARS-CoV-2 (il virus responsabile della malattia Covid 19) è molto probabile che sia qui per restare. L’obiettivo è quello di scongiurare gli effetti peggiori del virus sulla nostra società, ossia [...]Leggi tutto »

La depressione è lo “strascico”
più frequente nei malati Covid

Esiste una correlazione tra lo stato infiammatorio provocato dal Covid-19 e la sindrome depressiva, nei pazienti che in modo più intenso hanno avuto a che fare con questo virus. Lo dimostra uno studio dei ricercatori dell’ospedale San Raffaele di Milano, guidati da Francesco Benedetti, [...]Leggi tutto »

«Collaborazione sul Covid?
Bilancio di un fallimento»

Richard Horton, il direttore di The Lancet, una delle riviste scientifiche più prestigiose al mondo, nel suo ultimo libro "Covid-19. La catastrofe. Cosa non ha funzionato e come evitare che si ripeta", Il Pensiero Scientifico Editore, ha analizzato ciò che è accaduto e, per certi versi sta [...]Leggi tutto »

Discredito su un buon vaccino
per errori e poca trasparenza

Per quanto i numeri siano sempre stati molto chiari, non si è potuto evitare il cortocircuito. Un insieme di decisioni prese in base alle pressioni dell’opinione pubblica, emotività e paure non giustificate, si è andato a sommare a mesi di comportamenti aziendali opachi e in alcuni casi [...]Leggi tutto »

Perché il 90% dei fondi pubblici
è stato indirizzato sui vaccini

Il tema della cura e della prevenzione del Covid è un argomento nodale all’interno del dibattito scientifico internazionale. Ciò ovviamente ha avuto e sta continuando ad avere un impatto significativo sulla gestione politica ed economica della pandemia. La premessa è che una parte [...]Leggi tutto »




Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

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Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

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