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notizie

Contro il lupus può aiutare
una dieta antinfiammatoria

Oltre alle terapie farmacologiche, psicologiche e riabilitative, il lupus eritematoso sistemico o LES, una patologia multiorgano di origine autoimmune (che colpisce il tessuto connettivo), può essere combattuto  anche a tavola, adottando una dieta priva di alimenti che favoriscano le [...]Leggi tutto »

Anche il sistema immunitario ha un ruolo nella SLA?

La sclerosi laterale amiotrofica o SLA, malattia neurodegenerativa che danneggia le cellule nervose coinvolte nella trasmissione degli stimoli alla muscolatura, potrebbe avere anche una componente immunitaria. La conferma arriva da un team coordinato da Ivan Marazzi, originario della provincia di [...]Leggi tutto »

Dai super-anticorpi materni
il segreto per cure più potenti

Il sistema immunitario delle donne in gravidanza si comporta in modo del tutto particolare: la madre infatti trasmette i propri anticorpi al figlio, per proteggerlo dalle infezioni fino a quando non è in grado di produrne di propri. Questi anticorpi materni sono particolarmente efficaci nel [...]Leggi tutto »

Il salto dei vaccini a mRNA
dal Covid-19 ai tumori

La possibilità di introdurre nell’organismo frammenti di RNA messaggero (mRNA) capaci di far produrre alle cellule una serie di proteine "bersaglio" che inneschino una reazione (e un meccanismo di "protezione") da parte del sistema immunitario contro determinati "nemici" è alla base della [...]Leggi tutto »

L’immunoterapia arruola
un nuovo killer contro i tumori

L’immunoterapia ha avuto un impatto profondo nella cura del cancro, modificando il destino di milioni di pazienti in tutto il mondo, soprattutto se colpiti da alcune forme tumorali specifiche. Ciononostante ci sono ancora ampi spazi di miglioramento, perché molti pazienti (in alcuni casi la [...]Leggi tutto »

Nanoparticelle "dolci" per
frenare la fibrosi polmonare

La fibrosi polmonare è una condizione molto difficile da affrontare, la cui incidenza è aumentata notevolmente a causa del Covid-19. Il tessuto fibrotico e poi cicatriziale che si forma all’interno dei polmoni non può infatti tornare alla condizione precedente: per questo la malattia è [...]Leggi tutto »

Epatite B: nuove strategie
contro un vecchio nemico

Ci sono malattie infettive che, pur essendo ben conosciute, sembrano essere inattaccabili, se non si riesce a prevenirle con un vaccino. È il caso dell’epatite B, un’infezione trasmessa attraverso il sangue e i fluidi corporei che tende a cronicizzare nel tempo, dando prima una fibrosi, poi [...]Leggi tutto »

Perché l’infiammazione torna
a colpire sempre gli stessi punti

Alcune cellule del sistema immunitario sono incaricate di custodire la memoria di ciò che hanno incontrato e che le ha portate ad attivarsi. Questo consente loro di reagire rapidamente, in caso si trovino nuovamente di fronte allo stesso stimolo: è ciò che permette ai vaccini di funzionare, e a [...]Leggi tutto »

Diabete, le "firme genetiche" che predicono il rischio

Prevedere il rischio di sviluppare il diabete è da sempre uno degli obiettivi della ricerca: consentirebbe infatti di mettere in campo strategie preventive per evitare la malattia o almeno ritardarne l’esordio, in modo da contenere la distruzione delle cellule beta pancreatiche che producono [...]Leggi tutto »

HIV, al via i test sull’uomo
del primo vaccino a mRna

Tra le (poche) eredità positive che la pandemia lascerà dietro di sé ci saranno con ogni probabilità numerosi vaccini, grazie all’approccio basato sull’RNA messaggero o mRNA. Prodotti per i quali erano in corso studi anche decennali, ma che non avevano ancora raggiunto la maturità [...]Leggi tutto »

È iniziata la corsa al vaccino universale: parola di Fauci

Alfa, Beta, Gamma, Delta, Omicron. Ancora non sappiamo quante lettere dell’alfabeto greco dovremo prendere in prestito per denominare le prossime varianti del virus SARS-CoV-2 che si profilano all’orizzonte. Di certo, per vincere la sfida contro Covid-19, non possiamo più limitarci a [...]Leggi tutto »

SLA, “super-mappa” genetica
per cercare terapie innovative

La sclerosi laterale amiotrofica o SLA, malattia neurodegenerativa ancora in gran parte poco compresa e molto difficile da curare, ha profonde ed estese basi genetiche: in particolare presenta alterazioni in decine di geni coinvolti soprattutto nel metabolismo del colesterolo e dei grassi in [...]Leggi tutto »




Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

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Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

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