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Un adolescente su dieci in tutto il mondo assume farmaci e altro per dimagrire

Un adolescente su dieci, in tutto il mondo, fa uso di lassativi, diuretici, erbe e quant’altro per cercare di dimagrire. E il problema è che quasi sempre decide di assumere farmaci e principi attivi senza la supervisione di un medico, ma affidandosi ai consigli di TikTok o di altri social, spesso cercando qualcosa di simile agli anti diabetici agonisti del GLP1 della classe dell’Ozempic (nome commerciale della molecola più nota, il semaglutide), troppo costosi e difficili da trovare. Ma in questo modo si espone a significativi rischi per la salute, sia a breve che a lungo termine. E’ quasi un grido d’allarme quello che arriva da una grande metanalisi pubblicata su JAMA Open Network dai ricercatori delle Università di Melbourne, in Australia, e Harvard (Boston, Stati Uniti), che hanno incluso 90 studi condotti su ragazzi di età compresa tra i 12 e i 18 anni, metà dei quali compiuti negli Stati Uniti, ma gli altri in Europa e Asia, per un totale di oltre 600.000 soggetti coinvolti. In generale, il 2% ha assunto qualche farmaco o terapia nella settimana precedente la rilevazione, il 4,4% nel mese, il 6,2% nell’anno precedenti, e l’8,9% in un qualche momento della loro vita. Le ragazze ricorrono più spesso dei ragazzi, come dimostra il fatto che il 10% afferma di aver fatto uso di qualche farmaco nell’ultimo anno.

Per quanto riguarda i rischi, secondo gli autori quelli più immediati sono a carico del cuore, mentre più a lungo termine ciò che succede è che, in molti casi, terapie assunte al di fuori del controllo medico contribuiscono all’acquisto di peso, e non alla perdita, e aumentano il rischio di disturbi del comportamento alimentare, depressione, bassa autostima e assunzione di sostanze d’abuso, oltre ad altri rischi, che dipendono dalla salute generale della persona.

Gli autori concludono sottolineando la responsabilità dei gestori dei social media, che dovrebbero impedire la diffusione di consigli relativi alla salute senza un reale controllo, e anche quella delle aziende che, in modo spesso poco trasparente, approfittano di questi canali per realizzare profitti: sulla pelle degli adolescenti.

A.B.
Data ultimo aggiornamento 30 gennaio 2024
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

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Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

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