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Mutazione del DNA blocca
i farmaci contro il Crohn

Le persone con la malattia di Crohn o con la colite ulcerativa, due patologie infiammatorie croniche dell’intestino di origine autoimmune, quando non rispondono più ad altre cure vengono spesso trattati con uno tra due anticorpi monoclonali chiamati infliximab e adalimumab, che hanno come bersaglio la molecola infiammatoria chiamata Fattore di Necrosi Tumorale alfa o TNF alfa, responsabile della reazione infiammatoria insieme ad altre molecole dello stesso tipo. Purtroppo, però, una parte di questi pazienti non risponde neppure a tali terapie o, nel tempo, diventa resistente. Finora non era chiaro perché ciò accadesse, ma ora uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Gastroenterology (https://www.gastrojournal.org/article/S0016-5085(19)41414-5/abstract) fornisce una spiegazione e, implicitamente, gli strumenti per selezionare i pazienti ed evitare di somministrare loro cure costose, non prive di effetti collaterali e poco utili, quando non dannose. Nell’ambito dello studio gli immunologi e gastroenterologi di diversi centri britannici coordinati dall’Università di Exeter (https://www.exeter.ac.uk/news/research/title_756823_en.html) hanno controllato il codice genetico di 1.240 pazienti in cura presso 120 centri di tutta la Gran Bretagna, con un impiego di risorse e di impegno mai visto prima. Il risultato ha premiato gli sforzi, perché si è accertato chiaramente che il 40% dei malati ha una mutazione chiamata HLA-DQA1*05 che predispone alla reazione contro infliximab e adalimumab. In particolare, le persone che possiedono questa mutazione hanno un rischio doppio rispetto agli altri di scatenare una risposta contro i due anticorpi monoclonali, che vengono ritenute molecole estranee all’organismo (anche se sono prodotte in modo tale da ridurre al minimo questo rischio) e possono a loro volta suscitare una reazione immunitaria. Quest’ultima neutralizza il loro possibile effetto terapeutico e talvolta causa effetti collaterali dovuti proprio alla reazione.
La mutazione è presente nel 40% degli europei. Per questi pazienti si stanno studiando nuovi schemi terapeutici.

A.C.
Data ultimo aggiornamento 26 oct 2019
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco


Tags: adalimumab, colite ulcerosa, infliximab, malattia di Crohn, TNF alfa