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La curcumina, se in data nanoemulsione, può attenuare le infiammazioni intestinali

La curcumina, il principio attivo della curcuma (Curcuma longa), è un concentrato di polifenoli che ha effetti benefici sulle infiammazioni gastrointestinali. Tuttavia, la sua efficacia è limitata dal fatto che, una volta assunta per via orale, è scarsamente assorbita, e nelle persone con infiammazioni intestinali cronica come quelle data dal morbo di Crohn o dalla colite ulcerosa, l’assorbimento è anche peggiore.

Per aumentare la biodisponibilità, cioè la concentrazione di principio attivo che entra in circolo e riesce quindi a raggiungere le destinazioni dove è più efficace, i ricercatori della São Paulo Research Foundation di San Paolo, in Brasile, hanno realizzato una formulazione diversa da tutte quelle esistenti, nella quale le particelle di curcuma sono di dimensioni nanometriche, cioè hanno un diametro attorno al miliardesimo di millimetro, e sono sciolte in un’emulsione olio-acqua. Quindi l’hanno somministrata a modelli animali che soffrivano di un’infiammazione intestinale e hanno visto che, anche se l’infiammazione non diminuisce in misura rilevante, ci sono altri effetti benefici molto più evidenti rispetto alle formulazioni classiche. Come riportato sull’ International Journal of Pharmaceutics, infatti, la curcuma in nanoemulsione modifica il microbiota, favorendo lo sviluppo di vari ceppi di lattobacilli che, a loro volta, hanno un effetto protettivo.

Ora gli studi proseguono per arrivare presto ai primi test nell’uomo. Se questi ultimi dovessero essere positivi, la curcumina potrebbe affiancare le normali terapie delle infiammazioni intestinali, che sono tutte piuttosto costose e gravate da effetti collaterali anche rilevanti.

A.B.
Data ultimo aggiornamento 25 marzo 2024
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



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Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

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Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

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