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I vaccini a mRNA possono causare perdite
ematiche: non bisogna preoccuparsi

I vaccini anti covid a mRNA sono sicuri: lo dimostrano i dati relativi a miliardi di vaccinazioni effettuate dal 2021 a oggi. Tuttavia, nelle donne in perimenopausa, menopausa o in terapia anticoncezionale ormonale, e quindi senza ciclo mestruale, possono avere un effetto collaterale che preoccupa, anche se si risolve senza particolari conseguenze: possono causare inattese perdite ematiche.

Il possibile aumento del flusso mestruale nelle donne con un ciclo normale è stato documentato nei mesi scorsi, e ha portato, nel 2022, a un aggiornamento dei foglietti illustrativi, ma finora non c’erano molte informazioni sulle donne che, per vari motivi (il primo dei quali è la menopausa), non hanno più perdite. Per questo i ginecologi del Norwegian Institute of Public Health di Oslo, che avevano controllato due volte alla settimana un’ampia coorte di persone, nell’ambito del Norwegian Mother, Father, and Child Cohort Study, hanno analizzato che cosa avevano segnalato le donne in merito a eventuali sanguinamenti imprevisti. Come riferito su Science Advances, su oltre 21.000 risposte date da donne che non mestruavano, è emerso che circa 250 donne in menopausa, mille in perimenopausa (il periodo di passaggio dalla fertilità alla menopausa, che di solito dura diversi mesi o anni) e poco più di 900 in età fertile, ma sotto contraccettivi, avevano denunciato una perdita ematica inattesa, di solito manifestatasi entro un mese dalla vaccinazione (prima o seconda dose) che, in Norvegia, è fatta con Pfizer BionTech o Moderna. Le donne più soggette al fenomeno sono risultate essere quelle non ancora in menopausa, per le quali il rischio è da tre a cinque volte superiore rispetto alle non vaccinate, mentre per quelle in menopausa è circa doppio. Tuttavia, hanno sottolineato gi autori, non ci si deve preoccupare, perché si tratta di singoli episodi che, a quanto è dato sapere oggi, non hanno particolari conseguenze né segnalano situazioni rischiose. Piuttosto, è importante che si tenga conto di questo possibile effetto negli studi, e che le donne siano avvisate, anche per evitare che la paura di quegli eventi inaspettati intacchi la fiducia nei vaccini senza alcuna motivazione.

A.B.
Data ultimo aggiornamento 3 ottobre 2023
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



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Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

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Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

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