Questo sito utilizza cookies tecnici per l'analisi del traffico, in forma anonima e senza finalità commerciali di alcun tipo; proseguendo la navigazione si acconsente all'uso dei medesimi Ok, accetto

Gli acidi grassi omega tre assunti quando
si è sani possono danneggiare il cuore

Gli acidi grassi omega tre, consigliati a chi ha una storia di patologie cardio- e cerebrovascolari, potrebbero essere non solo inutili, ma addirittura dannosi per chi non ne ha una. Questo quanto emerso da uno studio che rinforza ciò che le autorità sanitarie e scientifiche di tutto il mondo dicono da anni, e cioè che non bisognerebbe assumere queste sostanze a meno che non ci sia un rischio specifico

A mettere sotto accusa questi acidi grassi è uno studio pubblicato sul British Medical Journal, nel quale sono stato analizzati i dati di oltre 415.000 persone che hanno accettato di aderire alla UK Biobank, tra il 2006 e il 2010, quando avevano tra i 40 e i 69 anni, e sono state poi seguite in media per 12 anni, o fino al decesso. In quel periodo, circa un terzo di loro assumeva omega tre. Analizando ciò che era successo, è emerso che c’è stata una netta differenza tra chi aveva avuto una malattia cardiaca e chi no. Questi ultimi, infatti, se avevano preso omega tre, avevano avuto un aumento del rischio di fibrillazione atriale del 13% e di ictus del 5%, mentre i primi, come previsto, avevano avuto un effetto protettivo, con una diminuzione del rischio di eventi ulteriori o più gravi del 15%. Le cause sono probabilmente da ricercare nel fatto che gli acidi grassi omega tre agiscono sulla conduzione elettrica del cuore: se questa è regolare, l’assunzione di omega tre può provocare squilibri. Nelle persone a rischio, invece, i rischi di questo tipo sono controbilanciati dall’effetto antinfiammatorio e da quello sui grassi del sangue, più importanti ai fini della prevenzione delle recidive, o di un aggravamento.

Gi omega tre sono ovunque, e la spinta del marketing è aggressiva incessante, nonostante ciò che dicono, con chiarezza, tutte le linee guida, e ciop che andrebbero riservati solo ai soggetti più a rischo. Tutto ciò causa un costante aumento della richiesta, che è anche alla base di una parte delle acquacolture, allevamenti intensivi responsabili di enormi danni sull’ecosistema marino che sarebbe opportuno diminuire, e non aumentare. Lo si può fare anche cercamdo di non cadere vittima delle pubblicità ingannevoli, e tenendo a mente solo i pronunciamenti della scienza e della medicina.

A.B.
Data ultimo aggiornamento 10 giugno 2024
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



Warning: Use of undefined constant lang - assumed 'lang' (this will throw an Error in a future version of PHP) in /var/www/nuevo.assediobianco.ch/htdocs/includes/gallery_swiper.php on line 201

Notice: Undefined index: lang in /var/www/nuevo.assediobianco.ch/htdocs/includes/gallery_swiper.php on line 201

Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

Chiudi

Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

VAI ALLA VERSIONE COMPLETA