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Contro il Covid anche in Italia
il monoclonale sotrovimab

L’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha dato parere positivo all’utilizzo dell’anticorpo monoclonale sotrovimab, prodotto dalla GSK (GlaxoSmithKline) - che il 26 maggio aveva ottenuto il via libera (Emergency Use Authorization - EUA) negli Stati Uniti - per la cura precoce delle persone malate di Covid-19 con un rischio di decorso grave. In particolare, il sotrovimab potrà essere impiegato per il trattamento della malattia da lieve a moderata, negli adulti e negli adolescenti di età pari o superiore a 12 anni, che non necessitino di ossigenoterapia supplementare e che, come dicevamo, siano ad alto rischio di progressione verso una forma severa di Covid-19.
Solo altri due farmaci a base di anticorpi monoclonaliGli anticorpi monoclonali sono anticorpi del tutto simili a quelli che il sistema immunitario produce contro i “nemici” (batteri, virus e altro ancora), ma non sono presenti in modo naturale nel nostro organismo. Vengono creati in laboratorio, grazie a tecniche di ingegneria genetica, e sono mirati contro un preciso bersaglio della malattia, identificato dai ricercatori: per esempio, nel caso del Covid, contro la proteina Spike, utilizzata dal coronavirus per entrare nelle cellule e infettarle. Una volta prodotti, vengono fatti moltiplicare in laboratorio, identici, in un numero grandissimo di copie, o di cloni (per questo vengono chiamati monoclonali), e poi immessi nell’organismo del paziente, in genere tramite infusione (endovena). hanno ricevuto finora l’autorizzazione all’uso di emergenza in Europa e negli USA: il “cocktail” di anticorpi prodotti dalla Regeneron (casirivimab e imdevimab), che ha consentito di curare l’ex-presidente americano Donald Trump; e il cocktail della Eli Lilly (bamlanivimab  e etesevimab). Per il resto, nel mondo, non esistono altri medicinali specifici contro il Covid.

“Il sotrovimab - si legge in un comunicato stampa dell’AIFA - ha dimostrato un favorevole rapporto beneficio/rischio anche nei confronti delle principali varianti circolanti di SARS-CoV-2 (il coronavirus che provoca la malattia Covid-19)”. Per consentire l’uso di questo farmaco, che aveva ottenuto un parere favorevole anche dall’Agenzia europea dei medicinali (EMA) alla fine di maggio, “si è fatto ricorso - scrive l’AIFA - alla procedura di autorizzazione alla temporanea distribuzione con Decreto del Ministro della Salute, e questo anticorpo si aggiunge pertanto agli altri già disponibili (bamlanivamb/etesevimab e casirivimab/imdevimab)”.

Per quanto riguarda l’efficacia degli anticorpi monoclonali nei confronti delle varianti del coronavirus SARS-CoV-2, l’AIFA nel suo comunicato richiama l’attenzione sul fatto che gli anticorpi attualmente disponibili, pur presentando indicazioni d’uso sovrapponibili, si differenziano tra di loro, sulla base di recenti studi scientifici, per la capacità di neutralizzare le varianti stesse. “Tutti gli anticorpi anti-SARS-CoV-2 disponibili in Italia - spiega l’AIFA - mantengono un’adeguata attività antivirale nei confronti delle varianti alfa e delta, mentre l’attività neutralizzante della combinazione bamlanivamb/etesevimab, differentemente dagli altri anticorpi monoclonali disponibili (casirivimab/imdevimab e sotrovimab), è fortemente inibita nei confronti delle varianti beta e gamma. Pertanto, nelle aree geografiche in cui è presente una circolazione delle varianti beta e gamma, si suggerisce di utilizzare gli anticorpi monoclonali casirivimab/imdevimab e sotrovimab efficaci contro tutte le varianti”.

(Nel disegno dell’agenzia iStock, la tipica forma a Y degli anticorpi)

A.B.
Data ultimo aggiornamento 16 aug 2021
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco


Vedi anche: • Via libera negli USA alla terapia che ha salvato Donald Trump


Tags: coronavirus, Covid-19




Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

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Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

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