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Ah, l’amore! Così continua
con il sesso a guidare il mondo

di Maria Santoro

Fame e amore sono le due forze che, biologicamente parlando, guidano il mondo. L’amore è essenziale, così gran parte degli animali vive con l’unico obiettivo di trovare partner per riprodursi e intorno a questa esigenza fondamentale l’evoluzione ha dispiegato tutte le sue armi, sviluppando i comportamenti più anomali, stravaganti, bizzarri, con i quali i maschi cercano di attrarre le femmine e le femmine scelgono i maschi per assicurare geni migliori alla propria discendenza.

Un ciclo di conferenze promosso da L’Ideatorio dell’Università della Svizzera Italiana diretto da Giovanni Pellegri, ci invita a riflettere sull’amore, partendo dal mondo animale per cercare di scoprire grazie alle neuroscienze il fenomeno dell’innamoramento. Se è vero che ci sono differenze tra animali e uomo è altrettanto vero che esistono molte somiglianze, quelle che appartengono soprattutto all’istinto e all’inestinguibile desiderio di continuare la specie. La conquista della femmina, la formazione di una coppia, la frequente prevaricazione femminile (anche in natura la femmina sceglie, a volte fa pure la parte del maschio escludendolo dal momento riproduttivo) sono caratteristiche che condividiamo con il mondo biologico dalla notte dei tempi.

Ma come si sviluppa l’amore e la sessualità nel mondo animale? Lo abbiamo chiesto alla biologa Claudia Bordese (autrice del saggio divulgativo Sesso selvaggio quando ad amare è la natura e relatrice all’evento): «Tutto è lecito in amore e in natura, ogni compromesso è accettato – afferma Bordese - molti maschi, soprattutto tra gli insetti, si rassegnano a morire subito dopo l’amplesso, scelgono di sacrificare senza remore, in nome della riproduzione, il proprio corpo alle fauci della femmina crudele». Ci sono però diverse specie di ragni in cui i maschi hanno messo a punto qualche strategia per sopravvivere: «Riducendo le proprie dimensioni corporee anche di cento volte rispetto alla femmina – afferma -  più piccoli diventano meno appetibili saranno per lo spuntino successivo all’atto sessuale». Non è tutto, alcuni hanno intuito l’importanza di comprare i favori della femmina con succulente regalie: «Si presentano per richiedere l’amplesso portando un piccolo dono, un pacchettino di ragnatela con dentro una mosca, che la femmina mangia e consuma risparmiando loro la vita – racconta. - Alcuni a dire il vero sono stati più ingegnosi e le consegnano un pacchetto vuoto, affrettandosi a consumare l’atto sessuale prima che la femmina possa accorgersene».

I giovani d’oggi considerano il corteggiamento un’arte desueta; in natura, invece, tutti gli animali si corteggiano dissipando energie: «È un momento fondamentale per far capire che si è disponibili e dimostrare il proprio valore e la bellezza, che in biologia è semplicemente il possesso di geni migliori e più resistenti – continua Claudia Bordese. - Uccelli marini portano alle femmine dei pesci per dimostrare di essere buoni pescatori, gli uccelli giardinieri della Nuova Guinea costruiscono capanne alte più di due metri intrecciando rametti e persino dipingendo, allo scopo di manifestare le proprie abilità alle femmine, anche solo per una rapida copula».

Da sempre, i maschi devono scontrarsi per avere accesso al gentil sesso. La virilità dell’esemplare si misura con il vigore degli altri concorrenti. A volte per conquistare una femmina alcuni animali sviluppano la capacità di travestirsi: «Una strategia dei leoni marini e dei coleotteri, e pure dei serpenti giarrettiera, – continua Bordese - è questa: quando un solo grande maschio gestisce un harem di femmine, i giovani per non scontrarsi con il forte rivale si avvicinano all’harem utilizzando un atteggiamento femminile, in pratica si travestono, vengono accolti e cercano di accoppiarsi».

Quando parliamo di uomini e donne dobbiamo aggiungere alle strategie riproduttive e al desiderio di formare una coppia funzionale allo scopo, per trasmettere alle generazioni del futuro il proprio patrimonio genetico, anche un complesso sistema di emozioni legate all’innamoramento e al legame che si instaura tra i sessi prima della riproduzione. Un legame capace, almeno nei presupposti iniziali, di migliorare la vita dell’uomo, offrendogli un vero e proprio “pacchetto benessere”.

Come funziona esattamente il cervello e quali sono gli strumenti che possono fotografare i sentimenti? Lo abbiamo chiesto alla neuropsicologa Daniela Ovadia, relatrice all’evento «Con lo sviluppo dell’imaging e della risonanza magnetica possiamo vedere cosa succede al cervello in attività– afferma - ovvero cosa si accende quando guardiamo, ad esempio, la foto della persona amata rispetto a qualsiasi altra». All’apparenza donna e uomo sembrano “amare” in maniera differente: in particolare, molti ritengono che la donna sia più incline al sentimento e al romanticismo, e che all’uomo tocchi, invece, la parte del cavernicolo insensibile. «Ci piace tanto pensare che i cervelli funzionino diversamente, ma non è cosi – sottolinea Daniela Ovadia. - Tutto ciò che ci distingue sono gli aspetti comportamentali legati essenzialmente a fenomeni culturali».

Quando amiamo, dunque, illuminiamo le stesse aree, ugualmente quando proviamo repulsione, odio e tristezza.  Il cosiddetto “cervello in orgasmo” è un altro aspetto interessante, e tutto umano. Per “amore” della scienza una giornalista inglese si è sottoposta a una risonanza magnetica per capire cosa succedeva al suo cervello nel momento dell’orgasmo: «Si accende tutto come una lampadina, è un rilascio generalizzato di neurotrasmettitori – sottolinea Ovadia - che provocano buonumore, grazie alla presenza di endorfine, serotonina, adrenalina».

Quando ci si innamora, si attivano tutti i nuclei della base del cervello: «Il lobo limbico invia segnali inibitori sulla corteccia prefrontale bloccando il pensiero razionale – afferma Ovadia. - Così non si ragiona, ma si cerca  soltanto piacere ed emozioni». L’amore fa rilasciare al cervello neurotrasmettitori del benessere, ovviamente, ma anche una componente ansiosa: «Soprattutto nelle fasi iniziali, quando si è molto felici – continua Ovadia - ma si teme possa finire».

Le fasi dell’innamoramento sono sostanzialmente tre. la prima passionale; dopo circa tre mesi amore vivo e desiderio fisico; infine, dopo il primo anno, il consolidamento del legame che assomiglia più all’attaccamento familiare: «In questa fase rilasciamo ossitocina, lo stesso ormone che dopo la nascita aiuta a legare mamma e bimbo» – rimarca Ovadia.

L’amore però non è solo felicità. Può accadere, infatti, che l’unione tra uomo e donna si sgretoli: «Anche essere abbandonati è un’emozione fortissima, può causare forme depressive latenti, perché all’improvviso prevale l’ansia – conclude Ovadia. – A volte è necessario molto tempo per riprendersi dalla rottura della coppia».

Se per riprodursi l’uomo si innamora (a volte) ma può diventare infelice, qual è il segreto della sopravvivenza nella giungla del mondo? Per gli animali e per gli uomini, “innamorarsi” di nuovo.

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Il ciclo di incontri “Ah, l’amore” si terrà all’auditorium dell’USI, a Lugano, e al cinema Lux di Massagno. Ecco il calendario completo:

Martedì 2 ottobre 2018: Riproduciamoci! Dall’animale agli umani (Auditorium USI, 20.30) con Claudia Bordese (biologa) e Sara Hejazi (antropologa)

Lunedì 22 ottobre: Mamma, papà? Che cos’è l’amore? (Auditorium USI, 20.30) con Barbara Tamborini (psicopedagista) e Alberto Pellai (medico e psicoterapeuta)

Martedì 6 novembre: Uomini e Donne splendidamente diversi (Auditorium USI, 20,30) con Daniela Ovadia (neuropsicologa) e Francesco Bianchi-Demicheli (medico)

Giovedì 29 novembre: Il maschio è inutile? (Cinema Lux, 20,30) con Francesca Rigotti (filosofa) e Telmo Pievani (evoluzionista).

Data ultimo aggiornamento 22 settembre 2018
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco


Tags: Giovanni Pellegri, Ticino



Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

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Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

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