PERICOLI ATOMICI
Vivere vicino a una centrale nucleare significa rischiare di sviluppare un tumore
Sta tornando di moda, ma la sua pericolosità non è cambiata. L’energia atomica per usi civili è infatti associata a un aumento significativo di rischio di tumori e di decessi per tumori. Lo dimostrano due studi pubblicati a poca distanza dallo stesso gruppo di ricercatori del centro studi di salute pubblica Chan di Harvard, uno sul Massachussetts e uno che rappresenta la più completa indagine mai realizzata in territorio statunitense, dove le centrali nucleari sono 54, in 28 stati, e ospitano 93 reattori, tutti con un’età media di 42 anni (la prima è stata inaugurata nel 1958).
Nel primo gli autori hanno esposto la situazione dello stato della costa est, dove si concentrano molte centrali, per gli anni 2000-2018. Hanno tenuto conto dei casi di tumore ufficiali, contenuti nei database del Massachusetts Cancer Registry, della posizione delle centrali e dell’incidenza a partire dalla centrale e andando sempre più lontano. Hanno così dimostrato – e pubblicato su Environmental Health che la vicinanza con un impianto nucleare, a partire dai due chilometri, è associata a un incremento significativo di numerosi tipi di tumore e della mortalità a essi correlata, soprattutto per le persone di una certa età. Nel periodo osservato i casi attribuibili alla presenza della centrale sarebbero 10.800 tra le donne e 9.800 tra gli uomini, pari rispettivamente al 4,1 e 3,5% del totale. Non si può dimostrare l’esistenza di un nesso di causa ed effetto, ma gli indizi ci sono tutti, anche perché gli autori hanno introdotto numerosi fattori di correzione.
Il secondo studio appena uscito su Nature Communications, estende lo stesso approccio a tutti gli Stati Uniti, ricavando i dati sui tumori dai Centers for Diseases Control di Atlanta. In questo caso, i decessi specifici sarebbero stati, nello stesso periodo, 115.000, pari a circa 6.400 all’anno. Anche a livello nazionale i più colpiti sarebbero gli anziani, e il rischio inizierebbe a normalizzarsi dopo non meno di 30 chilometri di distanza.
Prima di promuovere entusiasticamente il ritorno del nucleare bisognerebbe ricordare anche questo aspetto e chiedere ai cittadini se sono disposti a correre questi rischi
A.B.
Data ultimo aggiornamento 2 marzo 2026
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