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Il collagene in pillole per l’invecchiamento cutaneo non serve e può essere pericoloso

I dermatologi di una delle più prestigiose università statunitensi, la Tufts di Boston, prendono posizione, riprendendo anche l’opinione di tanti colleghi e società scientifiche: il collagene assunto per bocca non serve a nulla e non ha effetti antirughe. Non solo: può essere pericoloso da diversi punti di vista. 

E’ una stroncatura senza appello, quella pronunciata dagli esperti di Boston, che parte da un dato fisiologico: il collagene ingerito viene frammentato in tante parti, è indigeribile e quindi di fatto non viene assorbito. Per questo illudersi che serva a ripristinare quello andato perso con l’età è un’illusione: non arriva fisicamente dove dovrebbe agire. E a dirlo non sono solo loro ma anche la letteratura scientifica: gli studi non finanziati dai produttori sono pochi, e per lo più di qualità statistica discutibile. Una metanalisi di 23 di essi ha dimostrato che la qualità è bassa e che la maggior parte è sponsorizzata. I pochi studi indipendenti mostrano tutti o quasi che non è possibile dimostrare alcun tipo di efficacia.

E c’è di più. Essendo venduti come supplementi, sono soggetti a meno controlli rispetto ai farmaci, e possono contenere contaminanti di vario tipo. Per esempio, quelli che arrivano da fonti marine possono essere contaminati da mercurio, quelli che provengono da fonti animali da pesticidi o farmaci veterinari. Ma non sempre è facile intuire l’origine, perché anche le etichette sono meno esplicite rispetto ai farmaci o ad altri prodotti.

L’unica via per preservare il collagene è lo stile di vita: proteggersi dalle radiazioni UV, non fumare, usare sostanze la cui efficacia è stata dimostrata come il retinolo e mangiare alimenti freschi, sani e soprattutto ricchi di vitamina C.

A.B.
Data ultimo aggiornamento 12 febbraio 2026
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



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Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

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Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

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