GERIATRIA
Le protesi acustiche, quando necessarie, contribuiscono a tenere lontana la demenza
Gli apparecchi acustici aiutano chi ha un deficit uditivo non grave a prevenire il declino cognitivo e la demenza.
La sordità è un fattore di rischio noto per il morbo di Alzheimer e altre patologie neurodegenerative: questo è noto da tempo, e scritto in molte linee guida. Contrastarla significa quindi, in parte, scongiurare il rischio che il cervello si ammali. Ma che cosa succede a chi utilizza apparecchi acustici? Sono o no uno strumento efficace per questo tipo di prevenzione? Per scoprirlo, i ricercatori della Monash University di Melbourne, in Australia, hanno analizzato i dati di oltre 2.700 persone che erano state seguite per una media di sette anni, e che all’inizio della rilevazione avevano prestazioni cognitive nella norma e condizioni di salute generalmente buone. Come riportato su Neurology, nel tempo circa 660 hanno ricevuto l’indicazione a utilizzare una protesi acustica e 117 hanno avuto una diagnosi di demenza. Analizzando il rischio di declino cognitivo e di demenza, e correggendo i dati in base a una serie di fattori come l’età e la presenza di altre malattie che possono modificare gli indici, gli autori hanno messo in luce una differenza non irrilevante tra chi aveva combattuto attivamente, con l’apparecchio, la sordità che stava iniziando a manifestarsi e chi non lo aveva fatto. Infatti, tra gli utilizzatori di protesi il rischio di declino cognitivo (stadio che molto spesso precede la demenza vera e propria) era stato del 36,1%, mentre tra chi non aveva utilizzato una protesi del 42,2%, con un calo del 15%. Il rischio di demenza era invece stato, rispettivamente, del 5 e dell’8%, cioè si era vista una diminuzione, con l’apparecchio, del 33%. Anche i dati reali confermano quindi che, quando ve ne sia la necessità, è meglio ascoltare il consiglio del medico e usare una protesi acustica: oltre a preservare la qualità di vita e a prevenire depressione e isolamento, aiuta il cervello a mantenersi in salute e allontana il rischio di demenza.
A.B.
Data ultimo aggiornamento 5 febbraio 2026
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