MALATTIE PROFESSIONALI
Il burnout dei medici non è provocato solo dal troppo lavoro. Il mistero resta irrisolto
I medici soffrono di burnout, una condizione di esaurimento psicofisico prevista anche dall’Irganizzazione Mondiale della Sanità come sindrome che deriva dall’accumulo di una serie di fattori di stress non affrontati adeguatamente, che può avere conseguenze anche gravi, molto più delle persone di pari età che svolgono professioni qualificate ma non mediche e in generale della media della popolazione: questo è noto da tempo. Ma che cos’è, in particolare, che rende vulnerabile il personale sanitario? Per rispondere a questa domanda, i ricercatori dell’Universotà del Wisconsin di Madison (USA) hanno sottoposto un questionario specifico a 540 medici statunitensi, tutti assunti in un ospedale stabilmente, e di varie specialità. Come riportato su JAMA Network Open, tutti lavorano per moltissime ore alla settimana: in media, 65,4. Secondo alcuni studi, questo carico di lavoro è il fattore determinante. Eppure, in base ai nuovi risultati, non è affatto così. Le troppe ore sono sì associate a uno stress maggiore, ma non al burnout. Il quale, secondo gli autori, probabilmente deriva dalle condizioni di lavoro, dall’eccesso di burocrazia, da tempi sempre più congestionati da dedicare ai pazienti e così via, e non dal solo monte ore. Tra l’altro, i medici che lavorano di più diventano più sicuri nelle loro prestazioni e si sentono più competenti. E’ quindi indispensabile – secondo gli autori – andare avanti con questo tipo di studi, per capire che cosa sia, esattamente, a provocare l’esaurimento, in modo da poter programmare interventi di prevenzione più efficaci, a tutto vantaggio tanto dei medici quanto dei loro pazienti.
A.B.
Data ultimo aggiornamento 21 gennaio 2026
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