TERAPIE DOLCI
L’agopuntura (vera o simulata) può aiutare
a contrastare il "brain fog" oncologico
L’agopuntura può rappresentare un valido aiuto per chi combatte contro l’annebbiamento mentale (chiamato anche brain fog o, nel caso specifico, chemo-brain) tipico di alcuni tumori e delle terapie, in particolare segnalato da molte donne che hanno un tumore al seno. I risultati di uno studio chiamato ENHANCE, presentati al San Antonio Breast Cancer Symposium, dimostrano infatti che la sua efficacia è simile e talvolta superiore a quella delle terapie consigliate di solito, nessuna delle quali, in realtà, è mai stata convalidata scientificamente.
In esso 260 donne con tumore mammario in stadi da 1 a 3 sono state suddivise in tre gruppi: uno ha ricevuto un ciclo di agopuntura reale, un secondo uno di agopuntura simulata (nel quale gli aghi, posizionati in punti non rilevanti, non pungono) e un terzo alle cure abituali. Il tutto per dieci settimane, una volta alla settimana, per un totale di 26 settimane. Quindi, tutte le donne sono state invitate a rispondere a un questionario che registra la percezione personale, e sottoposte a una serie di misurazioni oggettive relative allo stato di chemo-brain, per avere un quadro integrato della concentrazione, della memoria, della capacità di apprendimento e quella di svolgere le normali mansioni quotidiane e così via. All’inizio, solo il 30% delle donne che riferivano chemo-brain ha risposto anche ai criteri oggettivi: un dato che fa riflettere sulla complessità di queste misurazioni, e che giustifica il fatto di integrare i due tipi di questionari, per avere un quadro più completo.
Dal punto di vista della terapia, nel caso del brain fog percepito i due tipi di agopuntura si sono rivelati più efficaci delle cure standard (con un miglioramento di circa 10 punti, contro i 4,8 dei controlli). Non sono emerse differenze statisticamente significative tra i due tipi di agopuntura, fatto che suggerisce che per quanto riguarda le sensazioni personali, un grande aiuto venga dall’essere in una situazione rilassante per circa mezz’ora, trovando un’atmosfera nella quale ci si sente accuditi e curati.
I parametri oggettivi hanno invece fatto emergere un’efficacia maggiore dell’agopuntura reale rispetto a quella simulata. La prima ottiene risultati paragonabili alle cure standard e talvolta, quando la situazione iniziale è più grave, migliori.
Bisognerà attendere studi con più pazienti, prima di esprimersi in modo più netto, ma fino da ora si può affermare che l’agopuntura può essere di aiuto.
A.B.
Data ultimo aggiornamento 30 gennaio 2026
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