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C’è la conferma: il Long Covid è provocato
da una potente reazione autoimmune

Il Long Covid, la sindrome post virale che colpisce circa il 10% di chi è stato infettato da Sars-CoV 2, molto probabilmente è dato dall’innesco di un’autoimmunità scatenata contemporaneamente contro diverse proteine del corpo, e di lunga durata. Lo suggerisce uno studio pubblicato su Cell Reports Medicine che ne conferma altri molto simili usciti negli ultimi anni.

In esso i ricercatori delle università olandesi di Utrecht e Amsterdam hanno raccolto il sangue di 34 persone che soffrivano di Long Covid e hanno estratto dai campioni gli anticorpi IgG (immunoglobuline G, tipiche delle reazioni autoimmuni). Quindi li hanno iniettati nei topi e hanno visto che gli animali sviluppavano presto un’ipersensibilità al dolore insieme a diversi altri sintomi che richiamavano quelli del Long Covid umano. Due anni dopo la situazione era praticamente identica: nuovi campioni inducevano ancora i sintomi, a riprova della durata e dell’intensità della reazione autoimmune. Tra i possibili bersagli di questi anticorpi gli autori hanno poi identificato alcuni marcatori tipici di una sofferenza a livello di cellule nervose, fatto che spigherebbe sintomi come l’annebbiamento mentale e l’affaticamento dati dal Long Covid. Inoltre hanno scoperto anche bersagli in organi e tessuti diversi dal cervello, fatto che spiega la grande eterogeneità dei sintomi tipica della sindrome. Ogni paziente può sviluppare un tipo di autoimmunità diversa, con disturbi altrettanto differenti. Emwergono comunque alcune caratteristiche che permettono ormai di avere una firma biologica che potrebbe essere utilizzata a fini diagnostici. Infine, le caratteristiche del Long Covid ricordano quelle della fibromialgia, altra malattia per la quale è stata di recente suggerita un’origine autoimmune. Il quadro inizia quindi a farsi più completo e coerente.

Tutto ciò autorizza a sperare che si giunga presto a mettere a punto un protocollo per la diagnosi, e che si inizino finalmente a studiare terapie specifiche, basate sulla modulazione della reazione autoimmune del singolo paziente.

A.B.
Data ultimo aggiornamento 8 aprile 2026
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

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Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

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