Questo sito utilizza cookies tecnici per l'analisi del traffico, in forma anonima e senza finalità commerciali di alcun tipo; proseguendo la navigazione si acconsente all'uso dei medesimi Ok, accetto

I filler di acido ialuronico somministrati senza ecografia possono provocare danni

I filler di acido ialuronico sono procedure di medicina estetica sempre più diffuse, anche in età estremamente giovanili. Ma, con esse, aumentano anche i casi di eventi avversi, che possono essere anche molto gravi e portare a necrosi dei tessuti, cecità e ictus, soprattutto quando l’iniezione viene fatta da personale senza formazione medica e in assenza di una visione ecografica della zona.

I filler hanno lo scopo di ripianare le rughe e di levigare la pelle, e di solito vengono fatti in alcuni punti strategici. Tuttavia, proprio in quei punti scorrono anche arterie molto importanti, che possono essere gravemente danneggiate dai materiali e dalle iniezioni. Su tutte quelle attorno al naso, tra le più prese di mira, sono particolarmente delicate, perché sono a diretto contatto con aree fondamentali del cranio. 

Per capire meglio perché e come si determinino i danni, i ricercatori dell’Università di São Paulo in Brasile hanno analizzato cento casi di eventi avversi gravi registrati in Brasile, Colombia, Cile, Olanda e Stati Uniti, e hanno capito il perché delle conseguenze indesiderate, e come prevenirle. Come hanno poi riferito al meeting annuale della Radiological Society of America, l’iniezione di acido ialuronico arriva spesso dentro un’arteria, o così vicino da provocare danni. Se si effettua un’ecografia, si vede distintamente che nelle persone danneggiate alcune arterie sono occluse, altre non permettono alcuno scorrimento di sangue, e ciò spiega anche gli effetti più gravi come gli ictus o la cecità. Tutto questo si potrebbe però prevenire con un accorgimento molto semplice e consigliato dalle società scientifiche di medicina estetica: l’esecuzione di un’ecografia prima dell’iniezione e la somministrazione del filler sotto guida ecografica, per evitare di colpire le arterie. La stessa ecografia può essere di aiuto anche in caso di eventi indesiderati per individuare il punto esatto nel quale è opportuno cercare di rimediare. Di solito lo si fa somministrando l’enzima che scioglie l’acido ialuronico, ovvero la ialuronidasi, ma anche in quel caso un conto è farlo alla cieca, rischiando di nuovi di colpire vasi e zone non sicure, mentre un altro conto è farlo vedendo dove si agisce grazie all’ecografia.

Oggi solo alcuni dei centri che somministrano i filler lo fanno sotto guida ecografica e con personale con formazione medica, ma secondo gli autori questa dovrebbe diventare la norma, e sarebbe necessario introdurre regole molto più stringenti.

A.B.
Data ultimo aggiornamento 14 gennaio 2026
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



Warning: Use of undefined constant lang - assumed 'lang' (this will throw an Error in a future version of PHP) in /var/www/nuevo.assediobianco.ch/htdocs/includes/gallery_swiper.php on line 201

Notice: Undefined index: lang in /var/www/nuevo.assediobianco.ch/htdocs/includes/gallery_swiper.php on line 201

Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

Chiudi

Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

VAI ALLA VERSIONE COMPLETA