PAPIROLOGIA
Un papiro trovato in un museo del Cairo
è il primo scritto originale di Empedocle
I musei nascondono spesso tesori sconosciuti, che solo dopo indagini degne di un film vengono alla luce. L’ultimo caso, che ha del clamoroso, è quello dell’Istituito francese di archeologia orientale del Cairo, in Egitto, dove il papirologo dell’Università di Liegi Nathan Carlig ha scoperto che il frammento catalogato come Papyrus P.Fouad inv. 218 conteneva qualcosa che gli antichisti stavano cercando da secoli: una trentina di versi originali del filosofo greco Empedocle, vissuto attorno al IV secolo a.C. e delle cui opere, finora, ci erano giunte solo testimonianze indirette e citazioni di altri autori. E invece ora abbiamo la sua voce originale, che comprende anche alcuni frammenti della Physica, un trattato scientifico che affronta argomenti come gli effluvi e le percezioni sensoriali, in particolare dell’occhio umano. Ora che si leggono le sue parole non mediate da traduttori e scribi, si sono trovati anche riferimenti in filosofi successivi o coevi come alcune contenute in un passo di Plutarco (II secolo a.C.), un dialogo di Platone e un testo di Teofrasto, discepolo di Aristotele, del poeta comico Aristofane, tutti all’incirca coetanei di Empedocle, e perfino nel poeta latino Lucrezio (I secolo a.C.). Empedocle era dunque molto conosciuto e citato, e in base a quanto emerge dalle sue parole può essere considerato un precursore degli Atomisti come Democrito di Abdera, anch’egli suo contemporaneo ma attivo qualche decennio dopo. La scoperta del frammento aiuterà a capire meglio il suo pensiero e a inquadrare i rapporti tra i diversi autori dell’epoca, oltreché ad ascoltare la sua elaborazione filosofica direttamente dalla sua voce.
A.B.
Data ultimo aggiornamento 18 aprile 2026
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