Questo sito utilizza cookies tecnici per l'analisi del traffico, in forma anonima e senza finalità commerciali di alcun tipo; proseguendo la navigazione si acconsente all'uso dei medesimi Ok, accetto

Bastano trenta minuti di sauna finlandese per dare la sveglia alle difese immunitarie

Una sola seduta nella sauna finlandese potenzia il sistema immunitario, sia pure temporaneamente. Trova così una spiegazione scientifica il fatto che l’abitudine alla sauna, tipica di alcuni paesi del Nord Europa, sia associata a benefici per la salute. A dimostrarlo sono stati i ricercatori dell’Università di Turku, in Finlandia appunto, che hanno selezionato una cinquantina di uomini e donne di circa cinquant’anni e hanno misurato sia le cellule del sistema immunitario che ben 37 citochine, marcatori dell’infiammazione, immediatamente prima, immediatamente dopo e 30 minuti dopo una sauna da 30 minuti a 73°C. Come riportato su Temperature, una rivista che pubblica studi scientifici sugli effetti della temperatura nell’organismo, la temperatura era passata da 36,4 a 38,4 °C, senza cambiamenti nel volume del plasma. Le analisi hanno mostrato un chiaro aumento del numero di alcuni tipi di cellule del sistema immunitario quali i neutrofili e i linfociti, che sono tornati ai livelli basali dopo la mezz’ora di controllo, e uno di  altre cellule come i basofili, i monociti e gli eosinofili, che sono rimasti elevati anche dopo la mezz’ora. Per quanto riguarda le citochine, non si vedono incrementi paragonabili tranne che in due di esse, e questo è un dato positivo perché indica che non c’è un’infiammazione, anche si notano 18 tipi di cambiamenti strettamente associati alle temperature.

Ciò che si evince è quindi che la sauna induce una mobilitazione rapida e temporanea del sistema immunitario, che può avere effetti positivi. Anche se per pochi minuti, le cellule immunitarie raggiungono meglio e in quantità maggiore gli organi, e mantengono così viva la reazione e attive le difese.

Le prossime fasi dello studio stabiliranno l’effetto di più sedute effettuate a intervalli regolari e che cosa accade nelle ore e nei giorni successivi, per svelare fino in fondo i misteri di questa pratica che non comporta rischi significativi, che non prevede l’assunzione di farmaci e che assicura anche un momento di relax.

A.B.
Data ultimo aggiornamento 11 aprile 2026
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

Chiudi

Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

VAI ALLA VERSIONE COMPLETA