MEDICINA DELLO SPORT
Le ultramaratone possono danneggiare
il sangue e aggravare lo stato infiammatorio
Meglio non esagerare con l’attività fisica. Se lo si fa a risentirne sono i globuli rossi, che invecchiano precocemente, e in generale tutto l’organismo, che entra in uno stato di infiammazione cronica.
L’attività fisica è fondamentale, ma deve essere praticata sempre con buon senso. A suggerire prudenza è uno studio pubblicato su Blood Red Cells nel quale sono stati attentamente monitorati decine di metaboliti, proteine e marcatori del sangue e del plasma in 23 runner che avevano corso due maratone: quella da Martigny-Combes in Svizzera a Chamonix in Francia (40 km) e l’Ultra Trail de Mont Blanc (171 km).
I risultati sono stati molto chiari: a un certo punto della marcia, i globuli rossi mostrano una sofferenza dovuta allo stress ossidativo e a quello meccanico (a sua volta dato dal fatto di dover lavorare più del solito e dover reggere una pressione molto più elevata). Il risultato è un invecchiamento precoce del sangue, fatto non certo positivo. La corsa da 171 km è peggiore di quella da 40, e ciò conferma che il danno dipende dalla distanza percorsa ed è direttamente collegato allo sforzo.
Oltre a programmare allenamenti e competizioni che non mettano a rischio la salute dei maratoneti, le informazioni ottenute potrebbero essere molto utili per migliorare la conservazione del sangue e del plasma da trasfondere, a sua volta sottoposto a stress meccanismi e considerato non più utilizzabile dopo sei settimane.
A.B.
Data ultimo aggiornamento 14 marzo 2026
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