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Il clascoterone, farmaco nuovo, blocca la calvizie e favorisce la ricrescita dei capelli

Per ora c’è solo il comunicato dell’azienda Cosmo, che vanno quindi considerati in quanto tali, ma l’efficacia mostrata dal farmaco clascoterone nel contrastare la calvizie ha acceso le speranze di molti di poter finalmente avere un farmaco topico efficace. In due studi clinici chiamati SCALP 1 e 2, gemelli, condotti uno negli Stati Uniti e l’altro in Europa su un totale di circa 1.500 uomini, il farmaco, che agisce bloccando i recettori degli ormoni androgeni solo a livello del bulbo, dato in soluzione al 5% per via locale per un anno si è mostrato in grado di migliorare quanto già osservato dopo sei mesi in misura molto significativa: ha aumentato la densità di capelli (secondo il parametro chiamato Target-Area Hair Count o TAHC) in un caso del 539% e nell’altro del 168% rispetto al placebo. Non sono emersi effetti collaterali degni di nota, fatto che non stupisce, visto che la somministrazione è locale.

Le richieste di autorizzazione sono già state presentate tanto alla Food and Drug Administration quanto alla Europea Medicine Agency, e secondo le previsioni il clascoterone potrebbe essere in commercio entro il 2027. Resta da capire la differenza nell’efficacia di due studi identici, ma la Cosmo ha fatto sapere che nei prossimi mesi renderà noti tutti i dettagli attraverso pubblicazioni e comunicazioni ai congressi. Solo allora si capirà se c’è qualcosa da chiarire. Nel frattempo si attendono anche i pronnunciamenti delle due agenzie regolatorie.

A.B.
Data ultimo aggiornamento 22 aprile 2026
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

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Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

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