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Un nuovo farmaco orale fa drasticamente calare il colesterolo cosiddetto cattivo

Un nuovo farmaco potrebbe presto rivoluzionare il controllo del colesterolo nel sangue e, in particolare, di quello cosiddetto cattivo, le LDL. L’enlicitide (questo il nome della molecola) è stata infatti capace di ridurre drasticamente i valori di LDL in uno studio internazionale i cui risultati sono appena stati pubblicati sul New England Journal of Medicine.

La molecola nasce come ultima arrivata di una delle ultime classi di farmaci contro il colesterolo: gli inibitori di una proteina chiamata PCSK9, presente nel fegato, la cui scoperta ha portato al premio Nobel per la medicina del 1985 Michael Brown e Joseph Goldstein.

Alcuni individui – si è scoperto in seguito – hanno livelli di LDL più bassi della media perché esprimono meno PCSK9 per motivi genetici, e questo ha fornito lo spunto per sviluppare farmaci anti PCSK9. Finora sono stati introdotti alcuni anticorpi monoclonaliGli anticorpi monoclonali sono anticorpi del tutto simili a quelli che il sistema immunitario produce contro i “nemici” (batteri, virus e altro ancora), ma non sono presenti in modo naturale nel nostro organismo. Vengono creati in laboratorio, grazie a tecniche di ingegneria genetica, e sono mirati contro un preciso bersaglio della malattia, identificato dai ricercatori: per esempio, nel caso del Covid, contro la proteina Spike, utilizzata dal coronavirus per entrare nelle cellule e infettarle. Una volta prodotti, vengono fatti moltiplicare in laboratorio, identici, in un numero grandissimo di copie, o di cloni (per questo vengono chiamati monoclonali), e poi immessi nell’organismo del paziente, in genere tramite infusione (endovena). come l’evolocumab e l’alirocumab, che abbattono il colesterolo anche del 60%, ma il loro successo è sempre stato limitato a causa della formulazione, tipicamente iniettabile. Per questo un farmaco da assumere per bocca una volta al giorno potrebbe fare la differenza.

Nello studio in questione, oltre 2.900 persone che assumevano senza successo statine hanno assunto enlicitide oppure un placebo per 24 settimane, alla fine delle quali si è visto un calo drastico delle LDL, di circa il 60% rispetto al gruppo del placebo. Anche altri parametri non legati al colesterolo si sono abbassati in misura altrettanto evidente, apparentemente senza effetti collaterali degni di nota.

Gli studi saranno ora ampliati anche per verificare l’impatto sull’incidenza delle patologie cardiovascolari e sulla mortalità, ma quanto visto finora autorizza a pensare che ci si trovi di fronte a una svolta, almeno per tutti coloro nei quali le statine non riescono a controllare i livelli troppo alti di colesterolo.

A.B.
Data ultimo aggiornamento 26 marzo 2026
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

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Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

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