MALATTIE RARE
La stimolazione elettrica transcutanea contrasta il dolore tipico della fibromialgia
La TENS, cioè la stimolazione nervosa elettrica transcutanea, tecnica basata appunto sullo stimolo prolungato di alcuni nervi tramite il posizionamento di elettrodi sulla cute, potrebbe diventare presto una delle cure consigliate per contrastare i due sintomi principali della fibromialgia: il dolore cronico e l’affaticamento (fatigue) stimolati dal movimento. I risultati del primo grande studio condotto su pazienti, pubblicati su JAMA Network Open, mostrano infatti che la TENS, unita all’esercizio sempre consigliato in questi casi, può portare a una diminuzione significativa dei sintomi, e che l’effetto è ancora presente dopo sei mesi dalla prima applicazione.
Nello studio, condotto dai ricercatori dello University of Iowa Health Care, che da molti anni approfondiscono l’argomento, sono stati reclutati oltre 380 pazienti in 28 centri. Tutti sono stati invitati a seguire un programma di esercizi specifici, come sempre accade, ma metà di loro sono stati anche sottoposti alla TENS, che consisteva nella stimolazione elettrica giornaliera per almeno due ore tramite elettrodi posti nella parte superiore del busto, da somministrare tutta insieme o in momenti diversi (purché complessivamente, nella giornata, si raggiungessero le due ore appunto), all’intensità massima sopportata dal singolo, per un totale di sei mesi. Già dopo due mesi con la TENS ci sono stati miglioramenti molto significativi, misurati con scale apposite, sia per quanto riguarda il dolore che per la fatigue, mentre il gruppo di controllo non ha avuto benefici.
Lo stesso si è visto dopo ulteriori quattro mesi, fatto che mostra che la stimolazione, a differenza dei farmaci, non induce tolleranza: chi era stato sottoposto alla TENS stava meglio. Non a caso l’80% di loro voleva continuare a usarla, e il 70% riferiva di averne tratto giovamento, l’80% che fosse stata utile.
La tecnica è anche estremamente semplice da usare ed economica: per questo potrebbe presto entrare a far parte dei protocolli consigliati, sempre insieme all’esercizio fisico mirato, per una malattia che deve sempre prevedere un approccio multidisciplinare e per combattere la quale al momento non esiste una cura realmente efficace.
A.B.
Data ultimo aggiornamento 31 marzo 2026
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