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Svelato il segreto dei Misteri Eleusini:
il kykeon era una miscela psichedelica

Il mistero dei riti Eleusini dura da almeno duemila anni. La cerimonia rituale dell’antica Grecia, alla quale hanno preso parte anche Cicerone e Marco Aurelio, tra gli altri, era incentrata su una pozione chiamata Kykeon, la cui composizione era tenuta strettamente segreta, e tale è rimasta fino ai giorni nostri, anche se molti sospettavano che si trattasse di una qualche sostanza psichedelica, dato che produceva alterazioni di coscienza.

Inoltre, i partecipanti riferivano anche la natura trasformativa del rito, analogamente con quanto accade con i trip psichedelici. Ora però uno studio pubblicato su Scientific Reports dai ricercatori dell’Università di Atene potrebbe aver svelato i misteri così gelosamente custoditi. Effettivamente, le sacerdotesse incaricate di preparare il kykeon avrebbero usato cereali contaminati dalla segale cornuta o ergot (Claviceps purpurea), il fungo dal quale si estrae l’acido lisergico da cui poi si ricava l’LSD (una sua dietilammide).

In un testo del VII secolo a.C. si raccontava che secondo Demetra il kykeon conteneva orzo e acqua con menta dolce, e sulla base di quel frammento già nel 1978 alcuni ricercatori ipotizzarono che l’orzo potesse essere contaminato dall’ergot. Tuttavia l’ergot, se non trattato nel modo corretto, provoca gangrene, morte o sintomi noti come fuoco di Sant’Antonio. Per liberare l’acido lisergico - si è scoperto nel 1934 - deve essere immerso in soluzione alcalina. La domanda quindi era: come avrebbero fatto gli antichi greci a creare un ambiente basico, con pH superiore a 7? La risposta poteva essere nella liscivia ricavata dalla cenere, a sua volta disponibile in grandi quantità dopo i sacrifici animali tipici dei Riti Eleusini.

Gli autori hanno quindi mischiato l’ergot con concentrazioni variabili di liscivia a pH variabile ottenuta da legno, acqua e cenere (ricreando una situazione che avrebbe potuto essere quella di allora). Quindi hanno scaldato le miscele per diversi intervalli di tempo, verificando ben 48 possibili combinazioni, e hanno scoperto che solo una di queste riproduceva il kykeon. Si tratta di una soluzione a pH molto alto, 12,5, con una piccola quantità di ergot, lasciata bollire per 120 minuti. Il risultato è una miscela di composti psichedelici senza nessuno di quelli tossici.

Lo studio conferma dunque che anche con i mezzi di allora sarebbe stato possibile arrivare a composti psichedelici, ma non dimostra che le cose si siano svolte esattamente così. Mancano, per ora, i ritrovamenti di ergot sui resti delle ceramiche di Eleusi, ma si certo questo studio è il primo a fornire una descrizione plausibile di riti che hanno profondamente influenzato l’Occidente.

A.B.
Data ultimo aggiornamento 17 marzo 2026
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

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Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

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