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I ragazzi dovrebbero entrare a scuola
più tardi: lo dice il loro orologio interno

La scuola secondaria dovrebbe iniziare un po’ più tardi di quanto non accada oggi, per permettere agli adolescenti di dormire un po’ di più e non andare incontro a una deprivazione di sonno cronica. L’orologio biologico di quell’età è infatti spostato in avanti e non consente ai ragazzi di dormire prima di una certa ora, più tarda rispetto a quella degli adulti. Ma la sveglia è sempre alla stessa ora, e questo significa che, nel corso della settimana, i più giovani accumulano una carenza cronica di sonno che si traduce in peggiori prestazioni scolastiche e non di rado ansia, stress e disrturbi dell’umore.

Per verificare i benefici di uno spostamento di orario, i ricercatori dell’Università e dell’Ospedale Pediatrico di Zurigo hanno condotto una sperimentazione alla Gossau Upper Secondary School del cantone di Sangallo, con la quale permettevano agli studenti scegliere se entrare all’orario solito, e cioè alle 7,20, oppure alle 8,30. Nel frattempo i ricercatori misuravano la durata del loro riposo e le prestazioni scolastiche, oltre al livello di ansia e stress. Dopo un anno di sperimentazione gli autori hanno confrontato i risultati rispetto a quanto rilevato all’inizio del test, per un totale di oltre 750 ragazzi (età media all’inizio: 14 anni) analizzati. I numeri, riportati sul Journal of Adolescence  Health, non hanno lasciato dubbi: i ragazzi che avevano scelto di entrare un’ora dopo avevano riposato in media 45 minuti più degli altri, perché tutti, comunque, andavano a dormire più o meno sempre alla stessa ora. Anche il rendimento è risultato migliore, soprattutto in inglese e matematica, come pure i parametri relativi all’umore, al nervosismo e allo stress.

In base a quanto misurato nel 2022 dall Swiss Health Observatory (Obsan) il 47% dei  ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 15 anni soffre di ansia, depressione, irritabilità e così via. Secondo i ricercatori elvetici, anche per contrastare questo disagio così diffuso gli orari scolastici dovrebbero tenere conto dei ritmi biologici degli adolescenti, ed essere spostati un po’ in avanti. 

A.B.
Data ultimo aggiornamento 23 marzo 2026
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

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Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

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