PREVENZIONE
Stando regolarmente ai fornelli si potrebbe scongiurare a un caso di demenza su tre
La demenza di Alzheimner e in generale le malattie neurodegenerative associate all’età si prevengono anche stando ai fornelli. Cucinando almeno una volta alla settimana, soprattutto se non si è mai stati fan della cucina casalinga, può infatti contribuire a prevenire quasi il 30% dei casi di neurodegenerazione senile.
L’importanza di un gesto semplice come il fatto di cucinare a casa è emersa in uno studio condotti in Giappone, nell’ambito di una grande ricerca chiamata Japan Gerontological Evaluation Study, nella quale una coorte di quasi 11.000 anziani è stata seguita per sei anni, durante i quali ci sono state oltre 1.100 nuove diagnosi di demenza. Controllando la frequenza con la quale le persone cucinavano i propri pasti, e suddividendole in “cucinatori” frequenti, che cioè lo facevano almeno una volta alla settimana, oppure quasi occasionali, che cioè lo facevano meno di una volta alla settimana, gli autori hanno visto che c’era una differenza significativa. I primi, rispetto ai secondi, avevano infatti una diminuzione del rischio del 23% tra gli uomini e del 27% tra le donne, tanto più evidente quanto meno le persone erano abituate a cucinare negli anni precedenti. Più avevano iniziato a farlo, e si erano quindi messe in gioco in un’attività nuova, più potente era l’effetto preventivo.
Come hanno spiegato gli autori su BMJ Epidemiology an Community Health, cucinare offre diversi vantaggi rispetto alla neurodegenerazione: costringe a concentrarsi e a svolgere azioni coordinate, induce a muoversi anche uscendo per fare la spesa, quando possibile, a socializzare e, non ultimo, a mangiare alimenti più sani rispetto a quelli pronti. Tutti in cucina dunque, per prevenire senza farmaci e a costo zero, giadagnandoci in salute.
Data ultimo aggiornamento 4 aprile 2026
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