ARCHEOLOGIA
I riti funebri dei Britanni di 2000 anni fa prevedevano l’asportazione del cervello
I Britanni dell’età del Ferro (approssimativamente compresa tra l’800 a.C. e la prima metà del secolo d.C.) probabilmente avevano riti funebri misteriosi che, come quelli degli Egizi, prevedevano l’asportazione del cervello e non solo, almeno in alcune persone considerate particolarmente degne di onori. Lo suggerisce lo studio di due corpi ritrovati nella zona di Loch Borralie, nell’estremo Nord della Scozia, appartenenti a una donna adulta e a un giovane uomo vissuti all’epoca delle prime incursioni dei Romani, presumibilmente tra il 50 a.C. e il 70 d.C. Come riportato su Antiquity, le ossa del cranio della donna presentavano striature interne, che fanno pensare appunto che il cervello sia stato asportato, mentre alcune ossa degli arti come l’ulna e il radio delle braccia e il femore della gamba erano state chiaramente lavorate fino a diventare aguzze. La donna era stata comunque composta con grande cura, fatto che suggerisce una posizione sociale elevata e, appunto, un rito specifico. Il ragazzo non presentava queste manipolazioni, ed era probabilmente imparentato con lei alla lontana, poteva essere un cugino di secondo grado. Entrambi sono vissuti a poche decine di chilometri dalla zona del ritrovamento, ed erano imparentati anche con individui provenienti dalle Orcadi, a 175 chilometri di distanza, e con altri di Applecross, a 225 km a sud. Ciò indica che le comunità costiere della Britannia probabilmente vivevano in piccoli gruppi, ma si spostavano spesso e avevano frequenti rapporti le une con le altre, mantenendo e tramandando usi e tradizioni acquisite.
Sull’estrazione del cervello, comunque, il mistero è ancora fitto.
A.B.
Data ultimo aggiornamento 28 giugno 2026
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