AUTOIMMUNITà
A togliere la voce a Maria Callas forse è
stata una dermatomiosite autoimmune
A togliere la voce a Maria Callas, forse la più famosa cantante lirica del Novecento, potrebbe essere stata una rara patologia autoimmune all’epoca non riconosciuta: la dermatomiosite, che colpisce i muscoli e la cute e che, in alcune persone, può interessare anche la laringe e la muscolatura coinvolta nella formazione della voce, compresa quella respiratoria. Talvolta la disfonia può essere la prima manifestazione, cui si accompagnano, via via, debolezza muscolare e difficoltà di deglutizione, raucedine, affaticamento vocale, alterazioni della vibrazione delle corde vocali e disturbi della loro mobilità.
Ad avanzare l’ipotesi, sul Journal of Voice è un gruppo di otorinolaringoiatri dell’Università di Padova, che ha rivisto tutte le informazioni cliniche e non disponibili alla luce di quanto si è scoperto negli settant’anni e oltre sulla malattia.
A partire dal 1957 la Callas ebbe un progressivo calo di voce, che la costrinse ad annullare concerti e opere fino a quando, nel 1958, durante la Norma, alla presenza del Capo dello stato, riuscì a completare solo il primo atto. L’abbandono della scena le scatenò contro la stampa e diede il via alle più fantasiose interpretazioni. In realtà, tuttavia, probabilmente era solo la dermatomiosite che, giunta a un punto critico, non le aveva permesso di proseguire. Secondo alcune testimonianze dell’epoca comparvero anche alcune macchie violacee sul collo, sul petto e sulle mani, altro marcatore della malattia, accompagnate da una progressiva stanchezza e dolori simil-reumatici. La Callas si rifiutò di sottoporsi a esami approfonditi ma fu comunque trattata con cortisonici, che le diedero qualche sollievo, come accade nelle malattie autoimmuni. I video mostrano le sue inconsce strategie compensative posturali per cercare di formare la voce che, però, appare progressivamente deteriorata.
Maria Callas morì poco dopo, a soli 53 anni, per un attacco cardiaco che, a sua volta, potrebbe essere collegato alla patologia autoimmune. Non ci sono e non ci saranno mai prove definitive, in mancanza di esami specifici, ma tutto fa pensare che si sia trattato di questo.
A.B.
Data ultimo aggiornamento 25 giugno 2026
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