RINASCIMENTO PSICHEDELICO
Una singola dose di psilocibina contrasta
il dolore di tipo neuropatico anche per mesi
La psilocibina, principio attivo dei funghi “magici” psilocybe, è dotata di una potente efficacia contro il dolore neuropatico, per il quale la cura standard è a base di gabapentina. Quest’ultima è farmaco fondamentale, ma nel 30-50% dei pazienti non riesce ad assicurare un’azione analgesica sufficiente, è gravata da effetti collaterali e può indurre dipendenza. Al cointrario, la psilocibina è efficace per settimane e sicura. Lo si vede nei modelli animali murini, stando a uno studio pubblicato sulla rivista del gruppo Nature Communications Biology dai ricercatori dell’Università di Reading, in Gran Bretagna. Gli animali, nei quali era stato indotto un dolore neuropatico cronico, hanno reagito a una sola dose di psilocibina già dopo 2-3 ore e l’effetto è durato per diverse settimane. Secondo gli autori, ciò accade perché l’azione va al di là di quella sui recettori dolorosi. La psilocibina infatti provoca una riorganizzazione delle aree cerebrali responsabili dell’elaborazione degli stimoli dolorosi, e questo spiega perché riesca anche a modificare indirettamente la reazione alla gabapentina. Se data insieme alla psilocibina, quest’ultima prolunga infatti la sua efficacia da qualche ora a diversi giorni. E questo accade proprio perché ciò che cambia, con la psilocibina, è appunto come il cervello elabora gli stimoli dolorosi.
Ora gli studi vanno avanti, con la speranza di arrivare presto ai primi test nell’uomo per l’ultima di una serie di indicazioni al momento oggetto di indagini di vario tipo, dagli studi di base come quetso a quelli clinici per un principio attivo - la psilocibina appunto - al centro del cosiddetto Rinascimento psichedelico.
A.B.
Data ultimo aggiornamento 12 giugno 2026
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco






