RIMEDI DOLCI
Per rimanere giovani a lungo c’è una terapia universale: lasciare sempre spazio all’arte
La connessione con le arti rallenta l’invecchiamento. E più la si pratica, in qualunque forma e in modo regolare, maggiori sono i benefici. Lo si vede nei marcatori genetici che definiscono l’età biologica che, per quanto non ufficialmente riconosciuti come tali, sono considerati attendibili per capire quanto l’organismo sia allineato o meno con l’età anagrafica.
Gli effetti positivi delle mostre, della lettura, delle escursioni culturali, dei coincerti e così via sono stati dimostrati in uno studio pubblicato su Innovation in Aging nel quale i ricercatori dello UCL Institute of Epidemiology & Health Care di Londra hanno analizzato i campioni di oltre 3.500 cittadini britannici che avevano preso parte a uno studio intitolato UK Household Longitudinal Study, fornendo campioni e rispondendo a questionari sulle proprie abitudini. Nello specifico, sono stati verificati sette di questi marcatori e sono stati messi in relazione con la frequentazione di eventi culturali di qualunque tipo. Il risultato è stato che, se si analizza uno dei marcatori chiamato DunedinPACE, si vede che chi prende parte a un evento artistico almeno tre volte all’anno ha un rallentamento dell’invecchiamento del 2% rispetto a chi partecipa meno di tre volte all’anno, chi lo fa una volta al mese beneficia di uno del 3% e chi partecipa tutte le settimane arriva al 4%, un tasso paragonabile a quello che si vede con un’attività fisica regolare. Un altro test, focalizzato su un marcatore chiamato PhenoAge ha indicato un guadagno di un anno per chi si dedica all’arte una volta alla settimana rispetto a chi lo fa raramente (per confronto, l’attività fisica settimanale fa guadagnare sei mesi).
Si conferma così la grande importanza di mantenersi sempre attivi intellettualmente e di stimolare il cervello con attività gradite.
A.B.
Data ultimo aggiornamento 16 maggio 2026
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