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Calcio e vitamina D, insieme o da soli,
non prevengono affatto cadute e fratture
Calcio e vitamina D, assunti singolarmente o insieme, non hanno alcun effetto sulla prevenzione delle fratture e delle cadute nelle persone con più di 65 anni. Nonostante siano consigliati da numerosi medici e da aggressive campagne di marketing che spesso non hanno basi scientifiche, da anni numerosi studi hanno messo in discussione l’efficacia sia del calcio che della vitamina D, che dovrebbe favorirne l’assorbimento e rafforzare quindi le ossa, sul rischio di cadute e fratture che interessa in media un over 65 su tre. E ora una grande metanalisi pubblicata sul British Medical Journal dai ricercatori dell’Università di Montreal, in Canada, dimostra, con dati molto solidi, che davvero non c’è un effetto dimostrabile, e che quindi è meglio concentrarsi su altre strategie preventive.
Nello studio sono state prese in considerazione 69 ricerche di diverso tipo condotte dal 2014 a oggi, che hanno coinvolto un totale di quasi 154.000 adulti, e il risultato è stato che, per quanto riguarda il rischio di fratture, così come quello di cadute, il calcio, la vitamina D e la combinazione dei due non hanno alcuna efficacia, o ne hanno una minima. Non ci sono vantaggi neppure sulle fratture specifiche più comuni come quella del femore o dell’anca. Nulla, quindi, supporta i consigli di assunzione di calcio, vitamina D o di associazioni dei due. Piuttosto, sarebbe opportuno concentrare gli sforzi su programmi personalizzati basati sull’attività fisica commisurata all’età e alle condizioni e finalizzata al mantenimento della massa muscolare e della sua forza, essenziali anche per l’equilibrio.
A.B.
Data ultimo aggiornamento 27 maggio 2026
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