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Negli ultimi 25 anni le modelle non sono cambiate: sono sempre troppo magre

Nell’ultimo quarto di secolo la moda femminile apparentemente è cambiata molto. Ciò che appare ogni anno diverso, però, è solo l’esterno: le modelle sono rimaste sostanzialmente le stesse. E sono ancora troppo magre. Lo dimostra uno studio pubblicato su PNAS nel quale i ricercatori del DTU (Technical University of Denmark), hanno analizzato poco meno di 800.000 immagini di modelle tratte da pubblicazioni, video, sfilate, spettacoli e quant’altro resi pubblici negli ultimi 25 anni. Il risultato è stato che le dimensioni antropometriche medie sono rimaste sostanzialmente stabili. Ci sono state piccole variazioni agli estremi, cioè è aumentata l’inclusione delle modelle con taglie leggermente più forti, ma si è trattato di eccezioni e non di adeguamenti della media. Anche per quanto riguarda la provenienza etnica, le modelle non caucasiche sono passate dal 13% del 2011 al 40% del 2024, a conferma di una maggiore inclusione. Tuttavia, un dato fa capire come non si tratti, anche in questo ambito, di un autentico adeguamento dello standard: le modelle con le taglie maggiori erano 4,5 volte più spesso appartenenti a un gruppo non caucasico, come se nel tempo si fosse fatto uno sforzo per ampliare la varietà ammettendo una serie di eccezioni e concnetrandole tutte nelle stesse persone e non uno per rendere e la media più aderente alla realtà. Una conferma arriva dal confronto tra le misure antropometriche medie delle modelle statunitensi e quelle delle donne della stessa età in base ai dati del grande studio di popolazione (NHANES): anche le modelle più in carne sono più magre della donna media statunitense. Pertanto, le modelle non rappresentano affatto una donna reale ma solo una immaginaria, con gravi conseguenze. Come hanno dimostrato numerosi studi negli ultimi anni, proporre quel tipo di donna ideale significa spingere molte ragazze verso i disturbi del comportamento alimentare, la depressione e lo stress. Qualcosa comunque si può fare: le regole adottate dagli stilisti italiani della Milano Fashion Week che vietano l’accesso alle sfilate a modelle troppo magre hanno migliorato la situazione, mentre quelle francesi, più morbide, che comportano solo un certificato medico, no.

Infine, i modelli maschi cono ancora più stabili: tra loro non sono aumentati quelli con qualche chilo in più né quelli delle diverse etnie.

A.B.
Data ultimo aggiornamento 30 maggio 2026
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

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Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

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