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L’ennesimo studio dimostra, su milioni di casi, che l’alluminio nei vaccini è innocuo

Come sa da decenni chiunque si fidi della scienza, perché è stato dimostrato da moltissimi anni e con numeri inattaccabili, l’alluminio nei vaccini non è associato ad alcun tipo di malattia grave, è del tutto sicuro e aiuta sia la risposta immunitaria che la conservazione delle dosi. Lo ha ribadito ancora una volta una delle più grandi metanalisi mai effettuate, pubblicata sul British Medical Journal dai ricercatori dell’Università della Columbia Britannica di Vancouver, in Canada, nella qaule sono stati analizzati i dati di ben 59 grandi ricerche condotte tutte su vaccini approvati e somministrati nella prima infanzia a milioni di bambini in tutto il mondo. Autismo, asma, diabete di tipo 1 e altre patologie gravi e croniche: non c’è nessun collegamento, in nessuno degli studi. Gli unici effetti indesiderati sono stati qualche reazione locale temporanea nel sito di iniezione, qualche rialzo febbrile e poco altro. 

Vaccinare i bambini salva loro la vita e impedisce che si ammalino di gravi infezioni, molte delle quali sono a rischio di complicanze quelle sì pericolose, talvolta letali. Una controprova? L’aumento di decessi ed effetti gravi dovuti alla recrudescenza del morbillo visibile in molti paesi, conseguenza diretta delle folli e infondate teorie no vax, a causa delle quali molti genitori hanno deciso di non vaccinare più i figli (dove possibile).

Infine, diminuire la circolazione dei patogeni è un dovere verso tutti i soggetti fragili, bambini e non, e contribuisce a limitare e talvolta estinguere le malattie infettive.

A.B.
Data ultimo aggiornamento 12 maggio 2026
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

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Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

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