MEDICINA DI GUERRA
Le esplosioni danneggiano il cervello dei militari: aumenta il rischio di aneurismi
La guerra danneggia il cervello di chi la sceglie come professione ed è quindi esposto in modo continuativo alle esplosioni. Lo dimostra uno studio pubblicato su Radiology nel quale sono state esaminate le conseguenze delle ripetute esposizioni alle esplosioni di un gruppo molto particolare di militari: quelli delle forze speciali statunitensi, un insieme di reparti di élite (tra i quali rientrano i Berretti Verdi, il 75esimo reggimento dei Rangers, i Navy SEAL and e il Marine Forces Special Operations Command), sempre attivi negli scenari di guerra in diverse parti del mondo.
In esso i medici del Massachussetts General Hospital di Boston hanno analizzato le risonanze magnetiche e le angiografie craniche di oltre 560 membri delle forze speciali (tutti uomini tranne una, età media di poco superiore ai 43 anni) e il risultato è stato che, rispetto alla popolazione di controllo, gli esami mostrano più zone di ispessimento della materia bianca e più aneurismi. Correggendo i risultati per alcune variabili, il legame resta solo per gli aneurismi, ma è molto forte: tra i soldati l’incidenza è addirittura tripla rispetto ai coetanei civili, e il rischio è tanto più elevato quanto più il militare è stato esposto a esplosioni: tra i 220 nei quali c’era stata esposizione, tra i due estremi (e cioè poche esposizioni oppure molte) la differenza è di sei su 220 versus 21 su 220.
Secondo gli autori è quindi necessario seguire con molta attenzione queste persone e controllare l’evoluzione degli aneurismi eventualmente formatisi, oltreché cercare di migliorare le protezioni. Oppure si potrebbe smettere di intraprendere guerre.
A.B.
Data ultimo aggiornamento 8 giugno 2026
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