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L’esame di centinaia di individui riscrive
la storia degli europei post Impero Romano

Al contrario di quanto si è sempre pensato, gli europei moderni, dal punto di vista genetico, non sono il risultato di brusche e violente incursioni di popoli barbari, arrivati a ondate e causa principale del collasso dell’Impero Romano. Piuttosto è vero il contrario, e cioè: la fine dell’Impero, datata 476 d.C., è intervenuta per una serie di concause tra le quali l’espansione del cristianesimo, la scomparsa di un sistema ordinato di regole e nuovi insediamenti, a partire dal 400 d.C. circa. Essendo venuta meno l’organizzazione sociale, piccoli gruppi di provenienza etnica e di ruolo diversi quali agricoltori, soldati, stranieri, si sono via via mischiati e questo ha rimescolato prepotentemente il loro DNA, fino a trasformarlo in qualcosa di molto simile a quello di oggi. Lo dimostra uno studio pubblicato su Nature, nel quale gli storici e gli antropologi insieme ai paleogenetisti dell’Università di Maintz, in Germania, sono andati a studiare e analizzare geneticamente i resti di centinaia di individui trovati nelle tipiche sepolture dette a fila dell’epoca (tra il 400 e il 700 d.C.), cioè appunto file di tombe di piccole comunità, piuttosto semplici, nelle quali si trovano spesso gioelli, abiti, armi o vasi, nelle quali erano sepolti gruppi familiari secondo specifiche gerarchie, e che sono state ritrovate in tutta l’Europa, dall’Italia fino all’Olanda e alla Germania. Nello specifico, i ricercatori ne hanno scelte diverse lungo due fiumi tedeschi, il Danubio e il Reno, e hanno confrontato i genomi di 258 individui con quelli di 2.500 persone vossute prima del crollo e di oltre 370 ceuropei contemporanei. Hanno così scoperto, anche grazie alla tecnica che permette di ricostruire gli alberi genealogici con i geni, che dopo il 476, il DNA inizia a mescolarsi e quello che aveva caratterizzato i paesi nordici acquisisce sempre più spesso tratti che arrivano da tutta Europa, ai Balcani alla Spagna. Inoltre hanno scoperto che l’aspettativa di vita era di 43 anni per gli uomini e 40 per le donne, che a dieci anni un quarto dei bambini aveva già perso almeno un genitore, e che la mortalità infantile era del 10% per i maschi e dell’8% per le femmine.

Insieme ai documenti storici, ciò che emerge sono cambiamenti graduali nella struttura della società, con il progressivo rimescolamento di gruppi diversi dettato dai cambiamenti sociali più che dalle guerre. Risultato: gli europei sono un unico grande popolo meticcio.

A.B.
Data ultimo aggiornamento 3 maggio 2026
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

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Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

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