FERTILITà
I plastificanti PFAS e PCB assorbiti in utero
o da neonati compromettono lo sperma
I contaminanti ambientali PFAS o perfluoroalchili, i cosiddetti contaminanti perenni, e di PCB o composti policlorurati, entrambe famiglie di sostanze plastificanti (migliaia di molecole diverse) sulle quali gravano prove sempre più preoccupanti di danni sulla salute, che prevengono dalle fonti più disparate, e che sono ormai ubiquitari, possono danneggiare lo sperma dei bambini esposti durante la gravidanza o nei primi mesi di vita. Lo dimostra uno dei primi studi condotti su giovani seguiti da prima della nascita fini ai 22-24 anni, che erano stati inclusi in uno studio di popolazione alle isole danesi Faroe iniziato nel 1986-87. Come riferito su Environmental Health, un centinaio di madri erano state controllate già nella gestazione, e i loro figli nei primi mesi e poi a 7, 14 e 22-24 anni, sia per la concentrazione nel cordone ombelicale, nel sangue e nelle urine e di PFAS e PCB, sia per gli effetti sulla qualità dello sperma (dopo la pubertà). I risultati hanno mostrato che i ragazzi le cui madri avevano maggiori concentrazioni di PCB e PFAS, o che ne avevano loro stessi da piccoli, una volta diventati grandi, avevano una maggiore incidenza di anomalie cromosomiche dello sperma come cromosomi in più, oltre ai 23 normali, sia di tipo Y (i PCB) che di entrambi i tipi Y e X (gli PFAS). Si confermano quindi anche questi effetti, che si vanno ad aggiungere ai molti altri già descritti, compresi quello sullo sviluppo cognitivo dei bambini. L’associazione può spiegare - almeno in parte - il calo della fertilità visibile in tutto il mondo, associato al peggioramento della qualità dello sperma, e costituisce un motivi in più per limitare questi composti, come molti paesi stanno cercando di fare.
A.B.
Data ultimo aggiornamento 2 giugno 2026
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