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Troppi antimicrobici in saponi e detergenti:
è indispensabile cambiare subito abitudini

I detergenti per la casa e i saponi con antimicrobici per uso domestico stanno accelerando e amplificando la diffusione della resistenza agli antibiotici e a loro stessi, ed è arrivato il momento di porre un freno. Se lo augura un gruppo internazionale di esperti provenienti da università di Canada, Brasile, Svizzera e Stati Uniti che ha appena pubblicato su Environmental Science & Technology una review in cui mettono in evidenza l’enorme diffusione, aumentata significativamente ai tempi della pandemia di covid e mai più tornata ai livelli precedenti, e ne sottolineano i pericoli, oltreché l’inutilità.

I biocidi sono ormai presenti in decine di prodotti per la casa, da quelli per lavare la biancheria o le superfici della cucina e i pavimenti fino a quelli per l’igiene personale, e la spinta della pubblicità a usarne sempre di più è fortissima. Ma tutti questi antimicrobici finiscono negli scarichi e da lì nell’ambiente, alimentando le resistenze alle molecole stesse e soprattutto agli antibiotici. E, oltretutto, non c’è alcun bisogno di disinfettare tutto ciò con cui si entra in contatto. Alcune categorie, poi, sono particolarmente diffuse, come i composti quaternari di ammonio, e contro di essi andrebbe indirizzata primariamente un’azione restrittiva. 

Secondo quanto suggerito, le Nazioni Unite dovrebbero includere il controllo dei disinfettanti nelle loro strategie di prevenzione della resistenza agli antibiotici, che già oggi provocano due milioni di morti all’anno. I singoli paesi, dal canto loro, dovrebbero consentire l’utilizzo soltanto nei casi in cui ne sia stata dimostrata l’effettiva utilità rispetto a prodotti tradizionali (si pensi, per esempio, a quelli per la pulizia della casa), attuando al tempo stesso campagne di educazione rivolte alla popolazione, che correggano le errate credenze alimentate dalle pubblicità. Inoltre dovrebbero monitorarne le concentrazioni nell’ambiente identificandone, laddove si riscontrino eccessi, l’origine. Sempre le autorità nazionali dovrebbero sostenere anche economicamente le aziende affinché investano in ricerca e trovino altri modi per rassicurare l’igiene in casa, via sostituendo i prodotti con biocidi con altri meno problematici. Ciascuno di noi, poi, dovrebbe fare la sua parte, evitando gli eccessi e utilizzando - solo quando necessario - acqua ossigenata o alcol, che ottengono gli stessi risultati in meno tempo.


Data ultimo aggiornamento 24 aprile 2026
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

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Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

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