ALZHEIMER
Gli anticorpi anti beta amiloide non hanno alcuna efficacia clinica. E sono pericolosi
Gli anticorpi monoclonaliGli anticorpi monoclonali sono anticorpi del tutto simili a quelli che il sistema immunitario produce contro i “nemici” (batteri, virus e altro ancora), ma non sono presenti in modo naturale nel nostro organismo. Vengono creati in laboratorio, grazie a tecniche di ingegneria genetica, e sono mirati contro un preciso bersaglio della malattia, identificato dai ricercatori: per esempio, nel caso del Covid, contro la proteina Spike, utilizzata dal coronavirus per entrare nelle cellule e infettarle. Una volta prodotti, vengono fatti moltiplicare in laboratorio, identici, in un numero grandissimo di copie, o di cloni (per questo vengono chiamati monoclonali), e poi immessi nell’organismo del paziente, in genere tramite infusione (endovena). diretti contro la proteina beta amiloide, propagandati come una svolta nella cura dell’Alzheimer, non hanno alcun effetto clinico rilevante, ed espongono i pazienti a rischi significativi di emorragie cerebrali. E’ una condanna senza appello quella contenuta nella Cochrane Database of Systematic Reviews, la pubblicazione del circuito internazionale (chiamato Cochrane appunto) di esperti che valuta gli studi pubblicati dal punto di vista statistico e clinico e indica poi quanto le prove a disposizione siano fondate. In questo caso sono stati esaminati 17 studi che hanno convolto un totale di 20.300 persone, trattate o meno con uno tra i numerosi anticorpi (aducanumab, bapineuzumab, crenezumab, donanemab, gantenerumab, lecanemab, ponezumab, remternetug, e solanezumab) alcuni dei quali già approvati, proposti per questo scopo. Il risultato è stato sempre lo stesso: anche se sono quasi tutti in grado d sciogliere le placche di proteina beta amiloide, ciò non si traduce in alcun beneficio clinico. Parallelamente, aumenta molto il rischio di ictus e sanguinamenti cerebrali, che oltretutto arrivano senza preavviso. Peraltro, la storia di questi farmaci è stata raccontata anche in un libro uscito in Italia pochi mesi fa, Alzheimer spa, di cui Assedio Bianco ha parlato, che giungeva alle stesse conclusioni.
Ora gli autori della revisione invitano a non insistere con questa idea, e a procedere in altre direzioni, nella speranza di trovare presto terapie realmente efficaci.
A.B.
Data ultimo aggiornamento 28 aprile 2026
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