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Il forest bathing è benefico per tutti e per l’intero organismo: lo dicono gli ultimi dati

Il Forest bathing, cioè le camminate nei boschi come strumento per migliorare l’umore e in generale il benessere, sono una tradizione antica in alcuni paesi asiatici come il Giappone (dove vengono chiamate shinrin-yoku) e la Corea, che ha ben 76 aree boschive dedicate, ma erano anche consigliate dai Celti, che prevedevano la permanenza vicino ad alcune piante per guarire certe malattie. Negli ultimi anni si sono diffuse anche in occidente come momenti di contrasto allo stress, di calma rispetto al rumore e al caos delle città e come occasione per respirare aria pulita.

Al di là di queste indicazioni generiche, la ricerca sta dimostrando che c’è molto di più, come riferisce un articolo pubblicato su Nature, che fa il punto su ciò che la scienza ha già dimostrato, e su quello che deve ancora capire. Il ruolo principale è quello delle sostanze organiche volatili biologiche o BVOCs rilasciate dalle piante e, in primo luogo, dei terpeni, molecole odorose dotate di proprietà antinfiammatorie, antivirali, antibatteriche e antimicotiche, perché utilizzate dai vegetali come strumento di difesa dai parassiti. I terpeni raggiungono le concentrazioni massime in primavera ma – si è scoperto di recente – sono rilasciate nell’aria anche nei mesi più freddi, anche se in quantità inferiori. Oltre a essi, l’aria dei boschi contiene microrganismi a loro volta benefici come il Mycobacterium vaccae, che sembra stimolare il sistema immunitario e, quando sono presenti corsi d’acqua, aerosol anch’essi ricchi di sostanze che aiutano soprattutto l’apparato respiratorio. Un’altra categoria sempre presente è quella dei cosiddetti fitoncidi, cioè gli insetticidi naturali prodotti sempre dalle piante, che potenziano le reazioni immunitarie e potrebbero avere un’azione antitumorale. Tutto sembra quindi indicare che camminare nei boschi significhi molto di più che ridurre lo stress (di per sé “trattamento” molto importante). Il problema è che mancano studi che certifichino i benefici e che spieghino esattamente che cosa accade e che cosa è presente nell’aria nel dettaglio. Si tratta di ricerche difficili da condurre, ma sulle quali non è mai stato investito molto. Secondo gli autori, tutto questo dovrebbe cambiare, perché il forest bathing può avere grandi effetti benefici a tutte le età, con costi estremamente ridotti e alla sola condizione di riservare alcune aree a questa terapia verde.

A.B.
Data ultimo aggiornamento 15 febbraio 2026
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



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Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

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Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

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