Questo sito utilizza cookies tecnici per l'analisi del traffico, in forma anonima e senza finalità commerciali di alcun tipo; proseguendo la navigazione si acconsente all'uso dei medesimi Ok, accetto

Mamma Sapiens e papà Neanderthal:
gli antenati avevano specifiche preferenze

Il papà era un Neanderthal, la mamma una Sapiens. Questo potrebbe riportare un ideale atto di nascita di un bambino nato quando le due specie interagirono e in parte si mischiarono, molte migliaia di anni fa. Perché secondo quanto ripostato su Science dai ricercatori dell’Università della Pennsylvania di Filadelfia in base all’analisi genetica di tre femmine Neanderthal, le coppie miste erano prevalentemente formate da un uomo Neanderthal e da una donna Sapiens e non viceversa. La prova è appunto nei geni, che mostrano un riassortimento specifico.

Il DNA dei moderni Sapiens contiene fino al 4% di materiale genetico dei Neanderthal che, però, non è distribuito in modo uniforme. Esistono zone del genoma che ne sono del tutto prive, come la maggior parte del cromosoma X, chiamate deserti Neanderthaliani. Lo stesso vale per i Neanderthal: il loro DNA contiene tracce del nostro e zone “desertiche”. Le tre femmine esaminate avevano tutte antenati Sapiens e risalivano rispettivamente a 122.000, 80.000 e 50.000 anni fa. Ciò che è emerso analizzando i geni dei resti è che i deserti erano molto diffusi nei Neandertahl, con una vistosa eccezione: nel cromosoma X c’era fino al 62% di DNA di Sapiens in più rispetto alle altre parti. E poiché non si tratta di DNA legato a proteine utili, l’interpretazione dei ricercatori è stata di tipo sociale: la presenza di quel DNA sarebbe dovuta ai rapporti sessuali e allo scambio di materiali genetici e, in particolare, suggerisce che siano stati molto più frequenti gli incontro tra femmine Sapiens e maschi Neanderthal che non viceversa. Sulle origini del comportamento preferenziale non ci sono dati: forse, semplicemente, preferivano così, oppure avevano consolidato una prassi sociale di questo tipo, che smentisce l’idea, molto stereotipata, che questi primi ominidi semplicemente si accoppiassero a fini riproduttivi.


Data ultimo aggiornamento 7 marzo 2026
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

Chiudi

Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

VAI ALLA VERSIONE COMPLETA