ASTROMEDICINA
La microgravità favorisce la formazione
di coaguli e trombi stabili nelle astronaute
In condizioni di microgravità come quelle che si trovano sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) aumenta il rischio di formazione di trombi pericolosi, nelle donne. Lo suggerisce quanto osservato in una simulazione sulla Terra effettuata dall’agenzia spaziale europea nell’ambito dello studio Vivaldi, incentrato sull’immersione in vasche di acqua per simulare la microgravità, all’interno delle quali gli astronauti (o aspiranti tali) rimangono in dentro un asciutto per diverse ore o giorni. Come riportato su Acta Astronautica, in questo caso le partecipanti sono state 18, e sono rimaste per cinque giorni nella vasca mentre uno strumento apposito, chiamato tromboelastomero rotazionale (ROTEM) misurava l’eventuale formazione di trombi nella vena giugulare e il comportamento degli stessi. Il risultato è stato che, anche se i tempi di formazione dei coaguli sono più lunghi rispetto a quanto si vede con una gravità normale i trombi, una volta formati, si aggregano più velocemente e sono più stabili e resistenti. Dopo soli cinque giorni non sembrano esserci rischi preoccupanti, ma ciò che si teme è che per tempi più lunghi le donne, sulla coagulazione delle quali intervengono anche fattori ormonali, specie se c’è ancora il ciclo, possano correre qualche rischio di troppo. Oltretutto sono ben lontane da un Pronto Soccorso, in caso i trombi provochino guai seri (per esempio un ictus, infarto o embolia polmonare). La conclusione è quindi un invito ad approfondire, anche in previsione delle future missioni sull’ISS e non solo, e a verificare che cosa accade negli uomini.
A.B.
Data ultimo aggiornamento 10 marzo 2026
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