AUTOIMMUNITà
La gravità e l’evoluzione di colite ulcerosa
e morbo di Crohn sono scritte nel genoma
La predisposizione a sviluppare la colite ulcerosa e il morbo di Crohn, le due principali forme di malattie infiammatorie intestinali croniche, di origine autoimmune, può essere prevista in base ad alcuni geni e, quando è così, è possibile anche prevedere l’evoluzione più o meno grave e l’aggressività della malattia, predisponendo per tempo le strategie terapeutiche migliori per il singolo paziente. Lo suggerisce uno studio condotto dagli specialisti della Aalborg University danese, nel quale sono stati analizzati i dati di circa 8.300 cittadini con una malattia di questo tipo (circa 3.700 con orbo di Crohn e circa 4.500 con colite ulcerosa) contenuti nel Denmark’s National Biobank.
Come riportato su Gastroenterology, l’indagine ha fatto emergere alcuni geni particolarmente associati come HLA-DRB1*01:03, che potrebbero doiventare veri e propri marcatori di malattia, che fanno aumentare in misura molto significativa il rischio sia che essa indorga sia che, una volta manifestatasi, abbia un decorso aggressivo. Ora la speranza è che si approfondiscano gli studi e che in seguito si introducano in clinica gli opportuni test genetici per capire prima possibile con che tipo di patologia si devono fare i conti, se richiede o meno chirurgia, che tipo di farmaco potrebbe essere più indicato e così via. Solo goungendo a una gestione personalizzata si possono evitare quelle conseguenze gravi che, oggi, sono purtroppo ancora molto frequenti.
A.B.
Data ultimo aggiornamento 5 marzo 2026
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