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Il contatto con la natura fa sempre bene,
e il verde in città fa diminuire il rumore

Il contatto con la natura, anche se di pochi minuti, ha effetti benefici misurabili sul cervello, perché riduce lo stress e l’overstimolazione sensoriale cui siamo tutti sottoposti. Se poi è prolungato, gli effetti sono più marcati e duraturi. Inoltre, il verde urbano inserito al posto delle strade con mezzi di trasporto contribuisce anch’esso ad aumentare il benessere psicofisico, perché attenua sensibilmente il rumore, altro fattore di stress.

Raccontano due aspetti della stessa realtà i due lavori usciti a poca distanza l’uno dall’altro, e cioè che l’essere umano ha bisogno del contatto con la natura pe stare bene.

Nel primo caso, i ricercatori della McGill University di Montreal, in Canada, hanno preso in esame più di cento ricerche pubblicate negli ultimi anni, accomunate da una caratteristica: tutte avevano analizzato le conseguenze dell’esposizione alla natura sul cervello attraverso tecniche di imaging che misuravano le attività delle diverse aree cerebrali. Come riportato su Neuroscience & Biobehavioral Reviews, il risultato è stato chiarissimo: anche solo tre minuti di contatto con spazi naturali si traducono in diminuzione dello stress, allungamento del ritmo del respiro, rallentamento del battito cardiaco, aumento dell’attenzione, minore affaticamento mentale e così via. Secondo gli autori, bisognerebbe introdurre il contatto con gli spazi naturali come prescrizione sociale per diverse condizioni.

Nel secondo, i ricercatori dell’Università di Barcellona, in Spagna, hanno valutato il rumore rilevato da sette stazioni acustiche a un anno dalla creazione di diverse aree pedonali e verdi nel distretto di Eixample della città catalana, avvenuta tra il 2022 e il 2023 nel 2023. Come riferito su Cities & Health, i dati mostrano che in quelle zone c’è stata una diminuzione media di oltre 3,1 decibel (dB), più marcata di giorno che di notte e nei giorni feriali più che nei weekend.

Nonostante i miglioramenti, i dati generali mostrano ancora valori al do sopra di quelli raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra i 53 e i 55 dB: il 94,5% dei cittadini di Barcellona vive in zone con rumore più elevato di così, come probabilmente accade a moltissimi altri cittadini di aree urbane mediterranee densamente popolate. Ma il rumore è un fattore di stress che ha conseguenze negative sulla salute e per questo bisogna cercare di contenerlo. C’è ancora molto da fare, ma di sicuro l’incremento delle aree urbane pedonalizzate e verdi è uno strumento efficace.

A.B.
Data ultimo aggiornamento 15 marzo 2026
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

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Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

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