ONCOLOGIA
L’elraglusib accende nuove speranze di avere una cura per il tumore del pancreas
Per ora si tratta di uno studio clinico di fase 2, ma i risultati pubblicati su Nature Medicine dagli oncologi della Northwestern University e da colleghi statunitensi ed europei hanno acceso le speranze. Era infatti da molti anni che non si vedevano numeri di questo tipo, per un tumore che resta uno dei più ostici da trattare: quello del pancreas avanzato. La sopravvivenza dei pazienti trattati con un farmaco sperimentale chiamato elraglusib, messo a punto dai ricercatori dello stesso ateneo una quindicina di anni fa e da allora sottoposto a tutti gli approfondimenti del caso, è infatti raddoppiata, e ora si spera che anche la fase 3, che è in via di definizione, confermi questi dati.
Nello studio 233 pazienti con un tumore metastatico sono stati sottoposti alla chemioterapia prevista in questi casi, da sola o insieme al farmaco, in una sessantina di centri statunitensi ed europei. Dopo un anno, era in vita il 44% di chi aveva ricevuto elraglusib, contro il 22% dei controlli; dopo due anni, era ancora in vita il 13% dei trattati, e nessuno dei controlli. Il farmaco è risultato associato a una tossicità maggiore rispetto alla sola chemioterapia, che si è manifestata soprattutto con l’affaticamento, una bassa conta dei bianchi e con disturbi visivi reversibili.
La molecola è diretta specificamente contro una proteina chiamata GSK3-beta, che agisce sul sistema immunitario nel microambiente tumorale (un tessuto misto nel quale sono presente diversi tipi di cellule, immunitarie e non solo), ed è la prima di una possibile nuova classe di farmaci, che potrebbero rivelarsi utili anche in altri tumori.
Si attendono ora le fasi successive.
A.B.
Data ultimo aggiornamento 29 aprile 2026
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