TOSSICOLOGIA
I prodotti per l’igiene sono pieni di sostanze nocive. Ma si smaltiscono in pochi giorni
Per ridurre la propria esposizione a sostanze chimiche potenzialmente dannose si può compiere un gesto relativamente semplice: ridurre al massimo l’utilizzo di cosmetici e di prodotti per l’igiene personale che le contengono. Bastano pochi giorni di astensione, infatti, e i livelli nell’organismo di alcune delle più pericolose calano vistosamente. Lo ha dimostrato uno studio condotto dai ricercatori dell’INSERM di Grenoble, i cui risultati sono appena stati pubblicati su Environmental International. In esso infatti è stato chiesto a un centinaio di ragazze di età compresa tra i 18 e i 30 anni di non utilizzare nessuno dei prodotti abituali (tra i quali shampo, saponi, cosmetici e profumi) per cinque giorni, e di sostituirli con prodotti forniti loro dai ricercatori, del tutto privi delle molecole sotto accusa, e cioè senza 11 fenoli sintetici, i parabeni, 16 ftalati e due eteri di glicole, classi che comprendono i parabeni e numerose sostanze considerate perturbanti o distruttori endocrini (la definizione indica composti capaci di danneggiare il sistema riproduttivo e non solo, noti per aumentare molto il rischi di patologie quali diabete e cancro, e di compromettere la fertilità), tutti molto utilizzati dall’industria dei cosmetici tradizionali. Nel frattempo, sono state raccolte le urine sia prima che durante il test. Le ragazze utilizzavano in media 12 prodotti ogni giorno, scesi a sette durante la fase di astensione.
Il risultato è stato che, alla fine dei cinque giorni, le concentrazioni urinarie di acido fenossiacetico erano crollate del 64%, quelle di bisfenolo A del 39%, quelle di metilparabene del 30% e quelle del monoetilftalato del 22%, e il proilparaben era trovato meno spesso rispetto a prima.
Il dato che ha destato più scalpore è quello del bisfenolo A, vietato in Francia nei prodotti per l’igiene personale, che probabilmente arriva dal packaging o da contaminazioni nelle lavorazioni.
Il messaggio però è chiaro: sarebbe opportuno usare prodotti che non contengono queste categorie di composti, per ridurre l’accumulo nell’organismo di sostanze potenzialmente nocive. Il problema è che ce ne sono pochi, in commercio, e che le legislazioni per ora non sostengono l’abbandono dei composti pericolosi. E questo nonostante i produttori di cosmetici puntino a un pubblico sempre più giovane, a cominciare dall’infanzia, e quindi dai soggetti più vulnerabile, e a quello maschile un tempo poco interessato.
A.B.
Data ultimo aggiornamento 30 aprile 2026
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