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Una nuova AI riesce a scovare singoli spermatozoi in uomini con azospermia

Gli uomini che soffrono di azospermia non eiaculano, non producono spermatozoi e quindi non possono avere figli. Ma non in tutti i casi l’assenza di spermatozoi è totale: talvolta esiste qualche spermatozoo, nascosto nei testicoli. E grazie a un programma di intelligenza artificiale (AI) messo a punto dagli esperti della Columbia University di New York, chiamato STAR (da Sperm Track and Recovery) perché ispirato da quelli messi a punto per osservare le stelle, permette di identificare quei pochi spermatozoi, per poi prelevarli e utilizzarli per una fecondazione in vitro. Grazie a STAR sono già venuti al mondo 175 bambini di coppie alle quali era stata negata questa possibilità.

A raccontare questa storia è il sito della BBC, che spiega come tutto si basi sull’analisi velocissima di centinaia di immagini (300 al secondo), alla ricerca dei singoli spermatozoi: un compito che nessun essere umano potrebbe portare a termine in tempo utile, e infatti il tasso di identificazione è 40 volte quello dei migliori tecnici (finora, la ricerca viene fatta osservando il liquido seminale a occhio nudo, al microscopio). L’uomo viene sottoposto a una stimolazione ormonale affinché ne produca il più possibile, quindi sottoposto a una biopsia del testicolo. Il tessuto viene analizzato e, in caso si trovi qualcosa, maneggiato da un robot per evitare che lo spermatozoo si danneggi. Quindi, nell’arco di pochi millisecondi, viene impiantato nell’ovulo già preparato per la fecondazione in vitro, e poi il tutto viene impiantato nell’utero. Si tratta quindi di una procedura complessa, che al momento viene fatta solo alla Columbia, ma che ha già permesso di trovare spermatozoi nel 30% degli uomini che vi si sono sottoposti. Non può risolvere ogni caso, ma può aiutare almeno una parte delle coppie che avevano perso le speranze a diventare genitori.

Ora si spera che, aumentando il numero di tentativi e quello di successi, il metodo possa essere standardizzato e possa diventare quindi al più presto accessibile a tutti i centri per la fertilità.

A.B.
Data ultimo aggiornamento 5 maggio 2026
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

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Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

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