FERTILITà MASCHILE
Una nuova AI riesce a scovare singoli spermatozoi in uomini con azospermia
Gli uomini che soffrono di azospermia non eiaculano, non producono spermatozoi e quindi non possono avere figli. Ma non in tutti i casi l’assenza di spermatozoi è totale: talvolta esiste qualche spermatozoo, nascosto nei testicoli. E grazie a un programma di intelligenza artificiale (AI) messo a punto dagli esperti della Columbia University di New York, chiamato STAR (da Sperm Track and Recovery) perché ispirato da quelli messi a punto per osservare le stelle, permette di identificare quei pochi spermatozoi, per poi prelevarli e utilizzarli per una fecondazione in vitro. Grazie a STAR sono già venuti al mondo 175 bambini di coppie alle quali era stata negata questa possibilità.
A raccontare questa storia è il sito della BBC, che spiega come tutto si basi sull’analisi velocissima di centinaia di immagini (300 al secondo), alla ricerca dei singoli spermatozoi: un compito che nessun essere umano potrebbe portare a termine in tempo utile, e infatti il tasso di identificazione è 40 volte quello dei migliori tecnici (finora, la ricerca viene fatta osservando il liquido seminale a occhio nudo, al microscopio). L’uomo viene sottoposto a una stimolazione ormonale affinché ne produca il più possibile, quindi sottoposto a una biopsia del testicolo. Il tessuto viene analizzato e, in caso si trovi qualcosa, maneggiato da un robot per evitare che lo spermatozoo si danneggi. Quindi, nell’arco di pochi millisecondi, viene impiantato nell’ovulo già preparato per la fecondazione in vitro, e poi il tutto viene impiantato nell’utero. Si tratta quindi di una procedura complessa, che al momento viene fatta solo alla Columbia, ma che ha già permesso di trovare spermatozoi nel 30% degli uomini che vi si sono sottoposti. Non può risolvere ogni caso, ma può aiutare almeno una parte delle coppie che avevano perso le speranze a diventare genitori.
Ora si spera che, aumentando il numero di tentativi e quello di successi, il metodo possa essere standardizzato e possa diventare quindi al più presto accessibile a tutti i centri per la fertilità.
A.B.
Data ultimo aggiornamento 5 maggio 2026
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