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Per tenere lontane le zanzare più temibili,
le aedes aegypti, ci vuole il patchouli

All’armamentario di sostanze naturali da usare come repellenti per le zanzare, comprese le Aedes Aegypti, le più temibili, che veicolano virus pericolosi come quelli della dengue, della febbre gialla, di chikungunya, di zika e altri patogeni, potrebbe presto essere aggiunta una lozione all’olio di pachouli, l’essenza alla base di numerosi profumi e incensi ottenuta dalla pianta Pogostemon cablin. I ricercatori dell’Università di Macanà, in Brasile, hanno infatti trovato il modo di stabilizzare l’olio essenziale, che di solito si volatilizza presto se esposto all’aria, inserendolo in una crema neutra e hanno trasformato il tutto in lozione,. Quindi hanno condotto una serie di test su volontari, confrontando il patchouli a un insetticida classico e a nessun repellente. Come riportato su ACS Omega, gli autori hanno chiesto ai partecipanti di rimanere per tre ore con le braccia non trattate, oppure cosparse con un repellento sintetico classico, il DEET (N,N dietil-m-toluamide), o con la lozione al patchouli (alla concentrazione di 200 parti per milione) chiuse in un contenitore dove volavano le zanzare aedes aegypti, e poi hanno misurato le punture. Il risultato è stato chiarissimo: mentre il volontario che non era stato trattato ha subito numerose punture, chi era stato trattato con il patchouli ha avuto una protezione del 100%, pari a nessuna puntura, e paragonabile a quella delle braccia trattate con DEET. Il patchouli si è quindi dimostrato molto efficace a concentrazioni basse. Ora dovranno essere condotti diversi test relativi alla tossicità, alle modalità di somministrazione e ad altre caratteristiche necessarie per poter trasformare la lozione in prodotto, ma i presupposti sono positivi, e se si arrivasse a disporre di un altro repellente oltre a quelli derivato da geranio, citronella ed eucalipto, sarebbe positivo per le persone e per il pianeta, perché i repellenti di sinteti sono quasi tutti derivati dagli idrocarburi e danneggiano l’ambiente, oltre a non essere del tutto innocui per l’uomo.

A.B.
Data ultimo aggiornamento 17 maggio 2026
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

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Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

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