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La terapia ormonale sostitutiva in cerotto aiuta le ossa di chi perde il ciclo mestruale

Per le donne che perdono temporaneamente il ciclo mestruale a causa dell’anoressia o di un’attività fisica molto intensa – una condizione chiamata amenorrea funzionale ipotalamica o FHA, e le cui ossa, di conseguenza, si indeboliscono, il trattamento più efficace è una terapia ormonale sostitutiva (TOS) simile a quella che si consiglia ad alcune durante la menopausa, data però per via transdermica, in cerotti, e non orale. Lo dimostra una revisione nella quale sono state prese in esame 13 ricerche che hanno coinvolto circa 700 donne con FHA, trattate con la TOS classica, orale, oppure transdermica o, ancora, con un farmaco consigliato in questi casi, il teriparatide. Come riferito sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, solo la HRT transdermica apporta benefici misurabili, quella orale no. Anche la pillola anticoncezionale, che contiene ormoni, e che in Gran Bretagna viene consigliata a un quarto delle donne con FHA, non aiuta le ossa in misura rilevante. Come atteso, il teriparatide è efficace anche se prevalentemente sulla colonna, mentre la TOS anche sul femore. Gli aumenti di densità ossea emersi con entrambi, dopo uno-due anni di terapia, vanno dal 2 al 13%, a seconda della situazione e del tipo di cura scelto.

Circa la metà delle donne con FHA ha una bassa densità ossea, contro l’1% delle coetanee, e per le prime il rischio di fratture è sette volte più alto rispetto alle seconde. Per loro le linee guida internazionali consigliano la TOS, senza però specificare di che tipo. Questa revisione, attutata dagli esperti dell’Imperial College di Londra, chiarisce che è molto meglio affidarsi a un cerotto.

A.B.
Data ultimo aggiornamento 26 febbraio 2026
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

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Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

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