Questo sito utilizza cookies tecnici per l'analisi del traffico, in forma anonima e senza finalità commerciali di alcun tipo; proseguendo la navigazione si acconsente all'uso dei medesimi Ok, accetto

Le extension sono spesso piene di sostanze pericolose che possono essere assorbite

Le extension, capelli di solito sintetici, a volte naturali, in altri casi “biologici” applicati direttamente sul cuoio capelluto per motivi estetici o per coprire i danni di alcune terapie, potrebbero essere molto più pericolose del previsto. Lo rivela uno studio pubblicato su Environment & Health nel quale i ricercatori del Silent Spring Institute dell’Università di San Antonio, in Texas, ne hanno analizzate attentamente 43 tipi tra i più venduti negli Stati Uniti (che non necessariamente sono gli stessi in commercio in Europa). Gli autori hanno suddiviso le fibre in naturali (che comprendevano extension umane, di banana o di seta) e sintetiche (realizzate con polimeri plastici) e hanno indagato su ciò che era stato aggiunto.

Sulle confezioni di 19 di esse erano indicati ritardanti di fiamma, sostanze che quasi sempre contengono PFAS, i contaminanti perenni molto dannosi per la salute; tre erano resistenti all’acqua, nove al calore e tre recavano scritte come “bio” e dichiaravano di non contenere PVC (polimero plastico) e di non essere tossiche.

A quel punto hanno analizzato le sostanze presenti, trovandone in totale tracce di 900, tra le quali ne hanno identificate 169 appartenenti a nove classi principali. Ecco i risultati principali:

  • Tutte tranne due etichettate come non tossiche contenevano qualche sostanza pericolosa;
  • 48 contenevano composti molto pericolosi, in 12 casi presenti nelle liste dello stato della California come cancerogeni o pericolosi per il feto;
  • sia quelle sintetiche che quelle bio in quattro casi contenevano ritardanti di fiamma;
  • In 36 campioni sono state scoperte 17 molecole associate a un aumento del rischio di cancro al seno;
  • nel 10% dei casi c’erano organotine, cioè derivati con lo stagno che interferiscono con gli ormoni, usate per stabilizzare il PVC, in quantità superiori a quelle indicate dall’Unione Europea come soglie da non superare.

Grande la preoccupazione degli autori, perché le extension sono a diretto contatto con il cuoio capelluto e il calore può favorire il rilascio di tutte queste sostanze tossiche, i cui rischi non sono adeguatamente segnalati in etichetta. Sarebbe meglio evitare di usarle, concludono, almeno fino a quando la legislazione non sarà molto più severa e le informazioni più esaurienti.

 


Data ultimo aggiornamento 19 febbraio 2026
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



Warning: Use of undefined constant lang - assumed 'lang' (this will throw an Error in a future version of PHP) in /var/www/nuevo.assediobianco.ch/htdocs/includes/gallery_swiper.php on line 201

Notice: Undefined index: lang in /var/www/nuevo.assediobianco.ch/htdocs/includes/gallery_swiper.php on line 201

Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

Chiudi

Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

VAI ALLA VERSIONE COMPLETA