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Colon irritabile: la glicirrizina della liquirizia contrasta efficacemente l’infiammazione

Per combattere la sindrome del colon irritabile presto si potrebbe arrivare a consigliare la liquerizia nera, o a produrre farmaci basati sul suo principio attivo, la glicirrizina. Uno studio pubblicato su Stem Cell Reports dai ricercatori dell’Università di Tokyo, in Giappone mostra infatti, tanto su un sistema cellulare innovativo, costituito da cellule staminali, quanto su modelli animali della sindrome, che essa riesce a contrastare l’infiammazione e la morte delle cellule tipiche della malattia, ed esercita così un potente effetto protettivo.

Gli autori hanno trattato le cellule staminali di intestino con una proteina tipica dell’infiammazione data dal colon irritabile, simulando così la malattia. Quindi hanno sottoposto questo modello in vitro a oltre 3.500 composti diversi. Su tutti, la glicirrizina è risultata nettamente superiore. Lo stesso effetto si è visto sui topi con il colon irritabile. L’azione sembra quindi essere presente. Del resto, le proprietà antinfiammatorie della liquerizia sono note da secoli, e anche se è necessario non esagerare perché può avere effetti sulla pressione, innalzandola, questa pianta sta svelando caratteristiche molto interessanti, e per questo è oggetto di diversi studi.

Nel caso specifico ora iniziano gli approfondimenti, ma se i dati dei prossimi mesi confermeranno quanto osservato finora, al glicirrizina potrebbe diventare il principio attivo chiave per il trattamento di diverse malattie infiammatorie intestinali.

A.B.
Data ultimo aggiornamento 13 maggio 2026
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

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Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

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