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Il digiuno intermittente, di per sé, non fa dimagrire e non migliora il metabolismo

Come molti esperti sostengono da tempo e numerosi studi hanno già suggerito, nonostante la popolarità sui social media il digiuno intermittente non apporta alcun beneficio specifico, né sul peso né sul metabolismo. Il peso può calare, ma quando ciò accade non è a causa della limitazione temporale ma è perché, rinunciando di fatto a un pasto o comunque a parte del cibo normalmente consumato, si assumono meno calorie: proprio come accade in qualunque dieta che preveda una restrizione calorica. Una nuova conferma giunge ora da uno studio condotto dagli esperti del German Institute of Human Nutrition Potsdam-Rehbruecke (DIfE) and Charité -- Universitätsmedizin Berlin, chiamato Chrono Fast, i cui risultati sono stati pubblicati su Science Traslational Medicine.

Gli autori hanno infatti studiato una trentina di donne in sovrappeso od obese e dimostrato che ciò che conta sono le calorie, non il fatto di concentrarne l’assunzione in un certo periodi di tempo, e che a livello di metabolismo cambia l’orologio interno, ma non ciò che succede nelle diverse ore.

Tra i diversi schemi proposti, i ricercatori tedeschi hanno scelto quello che concede di mangiare per non più di dieci ore, e prescrive poi un digiuno di 14, che negli animali ha mostrato effetti protettivi nei confronti del diabete e dell’obesità. Nello specifico, le ore in cui si poteva mangiare erano otto e le partecipanti sono state suddivise in due gruppi: uno con una finestra di nutrizione tra le 8 e le 16, l’altro con uno spostamento, tra le 13 e le 21. I pasti erano pressoché identici nei due gruppi e le donne, dopo aver seguito uno schema per due settimane, cambiavano gruppo. Nel frattempo i ricercatori effettuavano misurazioni e raccoglievano campioni, tenevano conto dell’attività fisica e del cibo assunto, e verificavano l’orologio biologico con test specifici.

I risultati non hanno mostrato benefici sul metabolismo degli zuccheri o dei grassi né sull’infiammazione, e ciò significa che i vantaggi osservati in altre ricerche, con ogni probabilità, erano dovuti alla restrizione calorica. Ciò che è cambiato è stato invece l’orologio interno, spostatosi in avanti di circa 40 minuti nei programmi serali: i partecipanti sono andati a dormire e si sono svegliati più tardi.

Secondo gli autori ci sono pochi dubbi su ciò che davveri succede, anche se trenta persone sono poche. Tuttavia ci sono stati diversi altri studi che sono giunti alle stesse conclusioni, e cioè che per predere peso occorre assumere meno calorie. Poco importa quando.

A.B.
Data ultimo aggiornamento 3 febbraio 2026
© Riproduzione riservata | Assedio Bianco



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Lungo il fiume, in missione, parte la caccia ai nemici invisibili

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Provate a immaginare il nostro corpo come se fosse una nazione... Una nazione delimitata da lunghi confini, con poliziotti e soldati dappertutto, posti di blocco, caserme, per cercare di mantenere l’ordine pubblico e allontanare i nemici, perennemente in agguato.

Le acque dei numerosissimi fiumi e canali (i vasi sanguigni) vengono sorvegliate giorno e notte da un poderoso sistema di sicurezza. Ma non è facile mantenere l’ordine in una nazione che ha molti miliardi di abitanti, e altrettanti nemici e clandestini.

Le comunicazioni avvengono attraverso una rete di sottili cavi elettrici, oppure tramite valigette (gli ormoni e molti altri tipi di molecole), che vengono liberate nei corsi d’acqua. Ogni valigetta possiede una serie di codici riservati solo al destinatario, che così è in grado di riconoscerla e prelevarla appena la “incrocia”.

Le valigette possono contenere segnali d’allarme lanciati dalle pattuglie che stanno perlustrando i vari distretti dell’organismo e hanno bisogno di rinforzi. Fra i primi ad accorrere sono, di norma, gli agenti del reparto Mangia-Nemici (i monociti). Grazie alle istruzioni contenute nelle valigette, identificano all’istante il luogo da cui è partito l’allarme ed entrano aprendo una breccia nelle pareti.

Quando si trovano davanti ai nemici, i monociti si trasformano, accentuando la loro aggressività e la loro potenza. Diventano, così, agenti Grande-Bocca (i macrofagi). Come in un film di fantascienza, dal loro corpo spuntano prolungamenti che permettono di avvolgere gli avversari e catturarli rapidamente, dopo avere controllato i passaporti.

I nemici vengono inghiottiti, letteralmente, e chiusi in una capsula, all’interno del corpo degli agenti: una sorta di “camera della morte”. A questo punto scatta la loro uccisione, tramite liquidi corrosivi e digestivi, che li sciolgono.

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