PREVENZIONE
Il consumo di uova sembra essere in grado di proteggere il cervello dall’Alzheimer
Il consumo regolare di uova, specie dopo una certa età (65 anni), non solo non è negativo, ma protegge dalla demenza di Alzheimer. Le uova contengono infatti diverse sostanze che aiutano il cervello a non andare incontro a una degenerazione. Il rosso (tuorlo) è ricchissimo di colina, un aminoacido che favorisce la trasmissione degli impulsi nervosi tramite il sistema dell’acetilcolina, neurotrasmettitore che la contiene. Inoltre contiene molti antiossidanti quali la luteina, la zeaxantina e i carotenoidi, dotati anch’essi di un’azione neuroprotettiva. E non è tutto: ci sono anche gli acidi grassi omega tre, ottimi per il cervello, mentre il bianco (albume) è a sua volta ricco di fosfolipidi, che costituiscono fino al 30% del peso dei grassi dell’uovo e sono fondamentali per la trasmissione nervosa. Tutto ciò spiega i risultati di uno studio appena pubblicato sul Journal of Nutrition, nel quale sono stati studiati i dati di quasi 40.000 partecipanti a una grande indagine di popolazione chiamata Adventist Health Study-2, nella quale l’osservazione è durata in media 15,3 anni. Analizzando la dieta e lo stato di salute, i ricercatori dell’Università della California di Loma Linda hanno dimostrato che chi mangiava tra uno e tre uova al mese aveva una diminuzione del rischio di Alzheimer del 17% rispetto a che non ne mangiava se non sporadicamente, chi ne mangiava da due a quattro volte alla settimana del 20%, mentre coloro che ogni giorno per cinque giorni alla settimana ne mangiavano uno arrivavano al 27% di diminuzione del rischio rispetto a che escludeva le uova dalla propria dieta.
Si tratta di un’associazione e non dimostra l’esistenza di un rapporto di causa ed efeftto, ma la tendenza sembra chiara, e rafforzata dalla relazione con la dose. Il consiglio, secondo gli autori, è quindi quello di inserire quantità moderate e regolari di uova nell’alimentazione, soprattutto dopo una certa età.
La ricerca è stata in parte finanziata dall’associazione dei produttori American Egg Board, ma è stata condotta in ambito universitario e i risultati sono stati pubblicati su una rivista peer review.
A.B.
Data ultimo aggiornamento 4 giugno 2026
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